L’articolo di oggi cercherà di spiegare cosa sono gli algoritmi di Google e come il motore di ricerca sia dipendente dalla loro funzione.

Un algoritmo è una procedura matematica atta a risolvere un problema tramite un numero limitato di operazioni (in un tempo limitato).

I software moderni sono degli algoritmi tradotti in un linguaggio di programmazione; per fare un esempio, il motore di ricerca Google è la somma degli algoritmi creati per farlo funzionare.

Funzionalità degli algoritmi

La ricerca di Google nasce per ordinare e rendere visibili le query di ricerca degli utenti, con il fine di offrire un elenco di risultati (chiamato SERP) che più si avvicinano a ciò che l’utente ricercava. Tutte le regole che migliorano la qualità delle ricerche, dipendono dalla classificazione dei dati; questo è il lavoro svolto dagli algoritmi di Google.

In questo articolo mi limiterò a creare una lista cronologica dei più importanti algoritmi (o gli update di algoritmi datati ma confermati) creati e utilizzati. Tralascerò gli update minori o gli algoritmi che meno hanno influito sulla community (per un elenco esaustivo, vi consiglio l’articolo di Moz).

algoritmi di google

Storico degli algoritmi

  • Update di Boston (2003): Il primo simbolico update del motore di ricerca, effettuato seguendo la pianificazione che prevedeva un upgrade scadenzato mensilmente. Col tempo, si decise di applicare una sistema di upgrade costanti, per coprire l’alto numero di ricerche e i rapidi mutamenti della rete.
  • Florida update (novembre 2003): l’ingresso di massicci interessi economici nel mondo delle ricerche cominciò a rendere necessario un update che spazzasse via tutti i lavori effettuati negli anni 90 che non propendessero per una reale qualità delle pagine di ricerca (come la procedura del “keyword stuffing”). Comincia a nascere la figura del SEO Specialist, colui il quale interpreta le richieste dell’algoritmo e li tramuta in vantaggi per il sito.
  • Google personalized search (2005): come è possibile leggere direttamente da fonte ufficiale, Google implementa lo storico delle ricerche integrato all’account dell’utente
  • Google universal search (2007): fino a questo momento la tendenza di Google era quella di considerare meno importanti immagini e altri elementi dei siti rispetto al testo. Le SERP furono arricchiti con tutti i tipi di risultati.
  • Google Suggest (2008): ormai viene considerata una cosa normale, ma l’aggregazione di risultati in base alla nostra ricerca prima di aver inviato a Google la query fu introdotto proprio con questo algoritmo.
  • Google Caffeine (2010): più che un algoritmo, rappresentò la trasformazione del modo di ricercare i dati. Google Caffeine rappresenta un nuovo modello di indicizzare i dati; abbandonato il concetto di analisi per “layer”, fu abbracciato quello di ricerca globale.
  • Google Panda (2011): rappresenta l’algoritmo che introdusse realmente il concetto di qualità delle pagine. Panda si occupa (è ancora attivo, grazie anche ai numerosi update) di scovare i contenuti copiati da terze parti; nasce in risposta alla creazione di comunità di siti di bassa qualità utilizzati come aggregatori di link.
  • Google Penguin (2012): come Panda, Penguin nasce per penalizzare i siti che si occupano di effettuare keyword stuffing, creare dei pattern di link. Nasce la prima differenza tra posizioni SEO a favore o contrari le politiche di Google.
  • Google Knowledge Graph (2012): per alcuni contenuti di maggiore importanza, Google crea una particolare finestra a destra della SERP ove collocare le informazioni più attinenti alla ricerca.
  • Google Hummingbird (2013): cambia completamente i risultati delle query di ricerca, cercando di interpretare le intenzioni di ricerca dell’utente. L’algoritmo di Google comincia ad essere trasformato per avvicinarsi ai bisogni dell’utente, lasciando così le vestigiali ricerche da macchina.
  • Google Pigeon (2014): nascono le ricerche geolocalizzate all’interno degli algoritmi di Google, con la relativa nascita del Local SEO.
  • Mobilegeddon (2015): più che un algoritmo rappresenta lo spostamento di interesse (e di relativo valore all’interno delle SERP) verso i siti ottimizzati per offrire risultati mobile efficienti.
  • Google RankBrain (2015): rappresenta la prima applicazione di un sistema di machine learning all’interno dei motori di ricerca di Google.
  • Google Possum (2016): da maggior rilievo ai dati presenti su Google My Business, rendendo ancora più forte il valore della geolocalizzazione.
  • Google Penguin 4.0 (2016): il vecchio algoritmo viene rinnovato e reso persistente (prima era utilizzato in maniera tale da scansionare lentamente i vari siti), come è possibile leggere da un annuncio ufficiale.
  • Google Intrusive Interstitial Penalty(2017): nasce per penalizzare tutti quei siti che utilizzano popup che coprono il contenuto del sito (affiliazioni, pubblicità). I risultati mirano sopratutto ad aumentare la qualità del traffico da mobile.
  • Google Fred (2017): sebbene il nome non sia ufficiale, gli effetti di Google Fred lo sono eccome. Nasce per diminuire i tentativi di monetizzazione effettuata tramite i siti e aumentare l’importanza della “user experience”.
  • Mobile first index roll-out (2018): dagli algoritmi di Google viene data maggiore importanza ai siti che ottimizzano il sito per una indicizzazione a partire dal mobile.

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