Come funziona l’algoritmo di LinkedIn

logo di linkedin modificato

Come per le altre piattaforme social, anche LinkedIn fornisce agli utenti un algoritmo di ricerca per reperire i contenuti pubblicati.

L’algoritmo di LinkedIn permette di selezionare i risultati dividendoli in diverse categorie:

  • persone
  • offerte di lavoro
  • contenuti
  • aziende
  • scuole o università
  • gruppi

a cui è possibile applicare diversi filtri, che comprendono la distanza di collegamento dall’account che cerca, la località, l’attinenza con un’azienda di riferimento, la lingua del profilo e altre opzioni a cui è possibile accedere dietro pagamento.

Ma se nel corso del tempo si è sviluppata una certa cura nell’ottimizzazione del profilo linkedIn, gli studi sulla qualità dei contenuti e sulla reputazione dell’account sono poco conosciuti.

Diagramma di flusso dell’algoritmo e reputazione del profilo

Il 16 Ottobre 2018 uno studio sull’ottimizzazione del feed di LikedIn ha rivelato che durante quell’anno il numero di visualizzazioni dei contenuti sulla piattaforma era aumentato del 50%, ma che la maggior parte erano veicolate verso gli account degli influencer, l’1% degli utenti.

Sebbene risponda ad interessi professionali e lavorativi, l’algoritmo di LinkedIn tiene conto delle interazioni degli utenti, dando priorità ai contenuti che considera rilevanti, coinvolgenti e che siano stati pubblicati di recente.

Le due modalità di visualizzazione ci permettono di scegliere tra un feed composto dagli articoli più rilevanti e uno dei post ordinati cronologicamente.

Feed di LinkedIn

Osservando il modo in cui i dati vengono aggregati, si arriva subito alla conclusione che postare più volte lo stesso articolo non serve a nulla.

Di recente LinkedIn ha rilasciato un diagramma di flusso che descrive il comportamento del suo algoritmo.

Sebbene la visibilità dei contenuti dipenda molto dalla reputazione dell’account, molti altri fattori concorrono a determinare la qualità del post.

Il primo filtro riguarda il giudizio espresso dall’algoritmo di LinkedIn nei confronti del contenuto.

Dal secondo filtro in poi il contenuto è visibile sul feed, e comincia a risentire degli effetti delle interazioni con gli utenti.

algoritmo di linkedin

Ogni qualvolta un post viene visto, nascosto, o segnalato, la qualità del contenuto varia, cambiando la probabilità di essere visualizzato ancora.

Per questo motivo inserire un contenuto nelle ore di punta aumenta le chance che rimanga visibile per più tempo, “rimbalzando” di view in view.

Un terzo filtro infatti prende in considerazione il rapporto tra il contenuto pubblicato e il CTR generato, in modo tale che l’attinenza dell’argomento alla rete di contatti decreti il successo (o l’insuccesso) del post.

Nel caso in cui il post superi una certa soglia di successo, dei revisori umani prendono in considerazione l’evento, fungendo da quarto e ultimo filtro.

La reputazione del contenuto

Una strategia vincente mira ad aumentare il numero di rimbalzi che un contenuto riceve dalle azioni della rete di contatti del profilo.

Per questo motivo, durante la costruzione della rete di contati bisogna operare delle scelte per realizzare un’audience personalizzata.

Questa operazione non comporta l’obbligo di attorniarsi di persone che si occupano degli stessi argomenti , ma di scegliere una strategia vincente.

Vi riporto un esempio per rendere tutto più chiaro.

Uno specialista SEO potrebbe decidere di puntare ad un audience di social media manager e marketer, fornendo informazioni semplificate sul SEO dei motori di ricerca dei social, sfruttando un pubblico facilmente influenzabile da notizie ritenute “nuove” e cercando eventuali collaborazioni.

Un approccio che tiene conto delle proprie abilità in vista di collaborazioni, lavori complementari e dialoghi tra specialisti differenti, aumenta la percentuale che le informazioni dell’account vengano visualizzate un numero maggiore di volte, alzando così la qualità del profilo.

Alla stessa maniera, la creazione di un blog da utilizzare come credenziale lavorativa, può essere un buon modo per cominciare a risaltare rispetto agli altri professionisti.

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