White Hat, Gray hat e Black Hat SEO

black hat seo
La mancata di conoscenza riguardo il reale funzionamento dei motori di ricerca ha generato sin dall’inizio un accorato dibattito riguardo i metodi da seguire per migliorare il posizionamento dei sito. Al di là di quello che può apparire come un dilemma etico, sicuramente più sentito in altri aspetti della programmazione, dove si ledono aspetti come la privacy o si toccano aspetti prettamente criminali, il White Hat e Black Hat SEO si distinguono per la diversa prospettive rispetto al canone, le regole di ottimizzazione per i motori di ricerca pubblicati da Google. Per comprendere meglio l’argomento, bisogna ricordare che il posizionamento sui motori di ricerca modifica il valore economico del sito e la possibilità di generare profitti.

White Hat, il percorso sicuro

Secondo la filosofia SEO dei White Hat, seguire il canone rappresenta un modo “etico” e sicuro di lavorare: una costruzione white hat sfrutta le regole di temporalizzazione (più un sito è datato, più valore ha per il motore di ricerca), la costruzione di una link building “naturale” (i link arrivano naturalmente, grazie alla visibilità e all’importanza del sito), la creazione di contenuti unici e di valore. black hat

Black Hat, velocità in cambio di sicurezza

L’altra faccia della medaglia è l’approccio Black Hat: seguire le regole ufficiali per il posizionamento di un sito è un percorso lento. In un mondo legato al profitto, un vantaggio nel posizionamento può valere oro.  La filosofia Black Hat si basa sulla massimizzazione dei risultati, a detrimento della sicurezza o dall’assicurazione di una continuità del risultato. Alcune delle tecniche dei Black Hat utilizzavano la costruzione innaturale di link building, un numero sovra proporzionato di parole chiave nel testo (keyword stuffing);  altri trucchi riguardavano il cloaking, la presenza di pagine doorway e gateway. Nel corso del tempo gli algoritmi dei motori di ricerca hanno reso sempre più difficile il superamento delle regole imposte. Ma in una realtà in cui il tempo rappresenta moneta sonante, risulterà sempre decidere se scegliere o meno il “lato oscuro”.

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