Cambiare keywords su un sito esistente

cambiare keywords per un piccolo sito

Ti sarà capitato di realizzare un sito e dopo un po’ di tempo hai dovuto cambiare keywords, perché le precedenti avevano convertivano poco o portavano poco traffico.

In questo articolo mi soffermerò sull’importanza di aver realizzato un sito avendone chiara l’architettura semantica.

Un altro tema sarà il rapporto che c’è tra la variazione delle keywords utilizzate all’interno di una pagina e le variazioni di posizionamento del sito.

Quando parliamo di cambiare keywords ci riferiamo principalmente al title, ai tag h1, h2, h3, non perché le parole del testo non siano importanti, ma do per scontato che il testo presente nell’articolo (o nella pagina) sia attinente.

Alla faccia di chi guarda la percentuale di parole chiavi presenti nel testo.

Di conseguenza, le sfumature semantiche delle keyword utilizzate nei title focalizzano tematicamente il testo.

Ma c’è sempre la possibilità di svirgolare stando bene attendi a non andare fuori tema.

Nel caso in cui non foste sicuri di saper creare dei contenuti di qualità (ma anche se lo foste), vi consiglio di leggere la guida dei Quality Rater di Google.

cambiare keywords

Quando cambiare keyword?

I fattori principali per cui i proprietari di un sito decidono di cambiare keywords sono:

  • La mancanza di traffico intercettato dalla pagina.
  • Un basso tasso di conversioni.

e i maggiori errori in tal senso sono legati al  fattore umano, non solo alla prima stesura di keyword, ma anche alle successive.

Mi spiego meglio.

Una pagina ha molteplici fini (informare, aumentare l’interesse nei confronti del sito, aumentare le conversioni), ma deve rispettare una coerenza rispetto al resto del sito e deve intercettare il traffico esterno (in questo caso parleremo dei motori di ricerca). 

Uno degli strumenti più comuni con cui vengono fatte delle analisi sul traffico è Google Analytics.

Il problema di questo strumento però è che la lettura dei dati richiede un utente smaliziato, e che la creazione delle conversioni da monitorare ha bisogno di un’interpretazione.

Un basso traffico intercettato da una pagina non è un dato universalmente negativo (può andare bene per un sito di servizi professionale e molto male per una rivista), un alto numero di conversioni potrebbe non significare nulla, se abbiamo sbagliato focus.

Vi riporto una case history per contestualizzare:

Cambiare keywords ad un sito geolocalizzato.

Lo scopo di un sito che concorre per servizi locali è di posizionarsi per parole chiave che comprendono il nome della città / provincia, come nel caso di Ristorante PalermoCorsi scolastici Palermo, ect.

Di conseguenza, la home e il sito intero inneggiano a contenuti connessi ai servizi offerti, per intercettare le keywords.

I siti in questo caso sono pensati per accogliere degli articoli che difficilmente si posizionerebbero altrimenti, ma che rendono il sito “pieno” e che potevano essere condivisi sui social.

Successivamente, se ci si rende conto che pur essendo in prima posizione per le keywords prefissate può convenire puntare ad nicchie più trafficate.

In questo caso il lavoro più importante è rispettare architettonicamente il cambio di parole chiave.

Il mio sito contiene ancora una pagina specializzata per il SEO palermitano, ma non è linkata dalla home e si ritrova all’interno di una pagina silos che deve crescere, perché sto via via abbandonando l’idea di un servizio locale.

(Se nella home si trovano ancora indicazioni locali, è perché hanno quel tanto che basta per posizionare le keyword nella parte alta della prima pagina. E tanto basta.)

In poche parole, l’architettura del sito deve rispettare la gerarchia delle keyword.

E non intendo una gerarchia forzatamente oggettiva (es. se la home è “scarpe” allora le altre pagine saranno “scarpe col tacco” ect), ma deve sorreggere il tuo intento comunicativo, che impatterà tecnicamente sugli anchor text e sugli altri elementi del sito.

Ma sopratutto cambia il modo con cui affronti gli argomenti.

realizza contenuti unici, le keywords seguiranno

Utilizza keywords che abbiano “personalità”

Un sito che ha la home dedicata al significato del colore dei capelli potrebbe (dovrebbe) realizzare articoli che abbiano all’interno del testo “differente” e che rispondano a competitor e keywords research.

L’esempio che vi ho fatto va bene sopratutto per siti di piccole dimensioni o con pagine ben connesse tra loro.

Negli altri casi l’incidenza delle keywords modificate potrebbe essere minore.

Il mio consiglio è di osservare il sito guardando l’elenco dei vari H1 e title tramite pannelli di Screaming Frog.

In questo modo sarà più facile evitare duplicazioni.

Questo genere di operazioni fa anche riflettere sulla profondità delle pagine rispetto la home.

La pratica migliore è di verificare che le pagine del sito siano alla giusta distanza dalla pagina principale durante la realizzazione di una sitemap.

Cambiare keywords cambia il posizionamento del sito

Le pagine di un sito sono connesse tra loro tramite link, e i contenuti delle pagine coesistono come elementi interconnessi.

Quando si parla di SEO onsite si tengono conto degli aspetti tecnici del sito, ma anche la sua utilità.

Una keyword duplicata danneggia la pagina, ma anche (e sopratutto) il sito e la navigazione.

Seguendo gli stessi ragionamenti, la scelta delle keywords deve rispettare delle regole che solo il creatore dei contenuti conosce, perché dovrà incastrare l’argomento realizzato all’interno di una strategia.

Senza considerare che una pagina originale e ben fatta funziona da “ponte” per realizzare altri contenuti.

Nel caso in cui il tuo sito abbia solo pochi mesi di vita, e vuoi un aiuto a comprendere come posizionarlo, lo strumento Keyword finder di SEOZooM può fare al caso tuo.

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