Francesco Giammanco Exit Reader Mode

Come creare un plugin WordPress

Un plugin WordPress è composto da codice di programmazione, che si comporta come un modulo integrato rispetto alle funzioni del Core del sistema.

In questo articolo ci occuperemo di inserire una funzione già esistente, realizzata usando PHP, HTML e/o Javascript, all’interno di un plugin.

Da cosa è composto un plugin di WordPress?

Un plugin è una funzione in grado di agganciarsi, tramite agli “hook”, alla struttura principale.

Alcuni hook sono definiti Azioni, altri Filtri, in base alla loro funzione.

Indipendentemente dalla funzione del plugin, la cartella in cui verrà posto è sempre wp-content/plugins, mentre le directory interne del software non devono seguire un ordine o delle regole.

In ogni caso, bisogna inserire un blocco di commenti specifico nel file principale del plugin, così come da esempio:

 /* Plugin Name: Esempio Plugin 
Version: 1.0
Description: descrizione
Author: Nome Cognome
Author URI: http://sitoesempio.com */

Queste informazioni sono i metadati che WordPress utilizzerà per identificare il plugin nella sezione dove vengono visualizzati quelli installati.

Successivamente, la complessità del codice dipende sia dalla funzione che si vuole realizzare, sia con quanti e quali elementi del core si dovrà interagire.

Le funzioni dei temi

Una categoria particolare di plugin è quella che interagisce con il tema grafico del sito.

Da un punto di vista del codice la vera differenza è che quest’ultimi puntano a modificare il file function.php del tema grafico corrente.

Un esempio è il plugin Elementor, che nella versione pro si occupa addirittura di ridefinire la grafica di categorie e tags.

Testare il plugin

Prima di renderlo operativo, bisogna testare che il codice non abbia problemi.

Il metodo più semplice è installare WordPress localmente, tramite servizi dedicati o perdendo un po’ di tempo utilizzando tool configurabili come Xamp.

Creare velocemente un plugin

I passaggi che ho descritto richiedono varie operazioni, dalla creazione, al test, all’incapsulamento del codice all’interno dei parametri del plugin.

Ma almeno uno di questi passaggi, l’incapsulamento del codice, può essere automatizzato.

In questo articolo vi mostrerò come utilizzare Boilerplate, una standardizzazione del codice necessario per costruire un plugin.

Boilerplate è una struttura object oriented, concessa con una licenza GPL 2 che la rende commerciabile e modificabile, senza problemi.

Boilerplate può essere installato direttamente nella cartella dei plugin senza effettuare modifica. Si devono rinominare i file (e le classi) al suo interno per renderlo unico. 

Ad esempio, se il tuo plug-in si dovrà chiamare “esempio-me”, allora:

A questo punto si potrà attivare il plugin, che comunque risulterà funzionante ma vuoto.

Poiché Boilerplate non ha alcuna funzione ma è solo un guscio, non ci saranno voci di menu o altro già aggiunti, fino a quando non si inserirà del codice.

Per includere delle librerie o delle classi di terze parti, è già predisposto:

Per iniziare a lavorare e aggiungere menu o agganci per del codice da posizionare altrove, bisogna cominciare dal file (che verrà poi rinominato) plugin-name.php

Mi raccomando, anche se il vostro plugin non è registrato su WordPress non utilizzate nomi già presenti in altri plugin o vi potreste ritrovare a lavorare sul database per ripulirlo.

Buon lavoro!

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