Il search engine marketing, o SEM è una branca del web marketing che crea valore aumentando l’autorità di un sito o un e-commerce.

Da questo punto di vista la SEO risulta essere una branca del SEM, perché si occupa solamente degli aspetti tecnici e contenutistici del sito.

Il SEM abbraccia anche le pubblicità a pagamento o SEA (Search Engine Advertising), la creazione di brand online, l’aggregazione di dati tramite le piattaforme DMP, la presenza sui motori verticali (i cosiddetti comparatori di prezzo, da distinguersi dai motori di ricerca).

La creazione del Brand online

Uno degli argomenti più importanti relativi al marketing dei motori di ricerca è la nozione di brand.

Il termine ha origini inglesi, e indica la marca, la combinazione di segni (lettere, simboli e disegni) che serve per identificare l’origine di un prodotto, e in estrema sintesi l’azienda che lo produce. 

Il SEM utilizza il brand perché è un elemento riconoscibile che permette agli utenti di aggregarsi.

Molte delle azioni marketing riguardano l’aggregazione di un pubblico dietro un nome o un marchio, perché migliora la visibilità dei prodotti e dei servizi.

Search Engine Advertising (SEA)

Un aspetto del SEM, da alcuni considerata branca a sé, riguarda la search engine advertising (SEA), lo studio degli annunci a pagamento e la loro creazione all’interno dei motori di ricerca.

Chi lavora nel mondo dell’advertising conosce molto bene gli acronimi utilizzati nel settore, che ho deciso di includere per i neofiti:

  • PPC: pay per click (paghi in base ai clic)
  • PPC: pay per call (pagamento per chiamata, riguardante l’implementazione di HTML5 per il numero di telefono legato agli smartphone)
  • CPM: clic per impression (clic ogni mille impressioni, ossia ogni mille volte che il risultato/inserzione compare in una SERP)
  • CPC: cost per clic.

Ogni motore di ricerca e ogni social ha il suo sistema di pubblicizzazione, come nel caso di Google Ads.

SEM

Ads alternativi: Whats App Ads e Business.

Whatsapp è un’applicazione che permette di condividere testo, posizione geografica, documenti, immagini e contenuti vocali.

Nonostante non sia stato ancora ufficializzato, fonti valide come il Wallstreet Journal parlano della presenza della pubblicità sulle chat della app in questione.

A quanto pare la defezione dei co-fondatori, Jan Koum e Brian Acton dipenderebbe proprio dal tentativo di monetizzazione perpetrata dal CEO di Facebook.

Gli annunci pubblicitari verranno visualizzati nello Stato dell’account, scelta che forzerà la targetizzazione dell’utente tramite l’integrazione dei dati di Whatsapp con… Facebook o Instagram, probabilmente.

Da quanto trapelato dal New York Times il servizio addebiterà alle aziende un importo compreso tra il mezzo centesimo e i nove centesimi per ogni messaggio consegnato al cliente.

Per quanto riguarda la versione business le differenze principali rispetto alla versione in uso sono la presenza di una scheda informativa aziendale e l’abilitazione di un messaggio di assenza per rispondere alle risposte ricevute fuori dagli orari lavorativi.

SEM e Lead Generation

Uno degli aspetti del SEM che va per la maggiore in questi anni è la Lead generation, termine con il quale si indicano quei processi di marketing che trasformano liste di nominativi (nome, cognome, mail) tramite strutture che perfezionano l’attinenza tra il contatto e ciò per cui la campagna è stata creata (si parla appunto di lead forti o deboli secondo l’attinenza).

Un procedimento molto utilizzato dalla lead generation prevede la creazione di strutture a imbuto (funnel). Gli specialisti del campo “raffinano” le liste di nominativi e le trasformano in prospect (cliente potenziale) prima, in clienti (o conversioni, che dir si voglia) in un secondo momento.

Due strumenti molto utilizzati e che hanno favorito la lead generation sono l’email marketing e la realizzazione di squeezes pages. Come approfondiremo in articoli successivi, l’email marketing ha dato l’opportunità di incanalare dati e segmentarli con maggiore facilità. Tra gli strumenti che hanno reso possibile la canalizzazione dei dati vi sono le pagine di atterraggio (landing pages). Lo scopo di queste ultime è di informare su un unico tema e veicolare l’utente tramite una call to action (CTA).

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