Come difendersi dagli attacchi negative SEO

Negative SEO

Di norma quando un utente viene a conoscenza di cos’è il Negative SEO è perché lo ha appena ricevuto. Si tratta infatti di operazioni compiute in ottica black hat, e in quanto tali vanno contro le linee guida di Google.

Il SEO negativo è un argomento che viene regolarmente pubblicato sui blog di marketing digitale e nei forum SEO, ma di cui se ne ignora la profondità argomentativa.

Prima di addentrarci nell’argomento, è il caso di ricordare che si tratta di una tattica sleale e pericolosa anche per chi la utilizza.

Cos’è la Negative SEO?

Il Negative SEO è l’atto di utilizzare pratiche black hat contro un sito web della concorrenza con l’intenzione di sabotarlo, così da farlo penalizzare da Google. In questo modo il sito dell’utilizzatore del SEO negativo potrebbe superare il concorrente.

Come diagnosticare un attacco

Sebbene non si possa conoscere il momento in cui un attacco raggiungerà il sito, è possibile riconoscere dai feedback che si possono raccogliere cosa è accaduto, o almeno una parte di esso.

Di seguito gli elementi da tenere in considerazione:

  • Calo del traffico organico: sebbene sia solo un prodotto dell’operazione compiuta, l’azione di controllare il traffico è una di quelle più frequenti e reiterate. Dopo un grosso crollo di traffico organico che si protrae nel tempo è il caso di passare a dei metodi di controllo più approfonditi.
  • Parole chiave che perdono posizione: l’evento risulta ancora più strano nel caso in cui si tratti di un crollo selettivo delle parole chiave. Certo, un controllo alle ultime pubblicazioni è d’obbligo, ma nel caso di una perdita non giustificata è il caso a ricorrere a strumenti per analizzare il profilo backlink, come ahrefs.
  • Link rimossi: proprio durante il controllo della link building, è il caso di controllare se i backlinks acquisiti nel corso del tempo siano ancora lì.
  • Notifica di penalizzazione: si tratta dell’evento ultimo, oltre il quale non si può che supporre un attacco SEO (a meno che non si siano compiute delle operazioni penalizzabili da Google). Bisogna prima controllare di aver seguito pedissequamente le linee guida di Google, per poi correre immediatamente ai ripari.

Mai affidarsi a servizi di generazione della link building

Naturalmente mi riferisco a tutti quei servizi che millantano la creazione di backlinks di buona qualità ad un prezzo veramente basso.

Le tattiche negative SEO

Gli attacchi di negative SEO possono avere diverse forme, per colpire i contenuti on-page o minare il ranking del sito off page. Le tecniche elencate qui sotto sono le più comuni, ma ne esistono molte altre.

Off-page

Il SEO negativo off-page cerca di distruggere il profilo backlink di un sito web. Le tecniche utilizzate per farlo sono:

  • Creazione di diversi (centinaia o migliaia) di backlink spam o provenienti da siti penalizzati: per ottenere questo risultato c’è bisogno di utilizzare delle PBN (rete di blog privati), ossia reti di siti creati esclusivamente per l’inserimento di backlink. Gli aggressori cercano di diminuire il ranking di un sito collegandosi ad esso tramite dei link che partono dai siti con profili backlinks innaturali. Google contrassegna quindi il sito di destinazione dei link come potenzialmente coinvolto in attività di spam. L’attaccante potrebbe anche peggiorare le cose utilizzando l’anchor text con parole chiave identiche alle parole chiave su cui il sito stava cercandosi di posizionare, così da rendere le operazioni di link building inefficace.
  • Rimuovere i migliori backlink posseduti: si cerca di eliminare un  buon collegamento tramite l’invio di e-mail che chiedono la rimozione dei collegamenti, nonostante non vi siano motivi per farlo data la loro sono conformità con le linee guida di Google. 

Metodi on-page

  • Hacking del sito così da modificare i contenuti aggiungendo link spam o reindirizzando le pagine ad altri siti web: si tratta di un’operazione punibile legalmente ed è difficile che un piccolo sito subisca questo genere di attacco, ma se il sito gode di un’elevata autorità e popolarità potrebbe essere uno dei metodi utilizzati per aumentare la visibilità di un concorrente. A pensarci bene basta effettuare un redirect 301 per spostare traffico e ranking in poco tempo da un sito all’altro.
  • Duplicazione dei contenuti: non esiste una certezza per cui un contenuto venga considerato come originale da Google (ed un altro come duplicato) a prescindere dalla situazione. Di conseguenza, nonostante l’impegno profuso da Google per evitare duplicazioni, qualsiasi copia di contenuti e l’eventuale distribuzione su vari altri siti web rimane pericolosa anche se non effettuata dall’editore.
Proteggersi dal negative SEO

Come difendersi dagli attacchi

Sebbene la difesa sia sempre meno efficace dell’attacco in questo caso, esistono dei metodi per contrastare le operazioni di SEO negativo ricevute.

Text scraper

Si tratta di un’operazione da compiere per controllare se è stato effettuata un’operazione di duplicazione del contenuto. In genere si tratta di operazioni che vengono compiute da siti che hanno più autorità, in modo da sfruttare un crawl budget più alto e di conseguenza la possibilità di essere considerata la fonte principale delle informazioni presenti nel testo.

Un controllo tanto semplice quanto efficace può essere compiuto con il software premium Copyscape.

Crash del server

Si tratta di operazioni che mirano a inondare il server di richieste inutili, al fine di generare chiamate 5xx causate dall’incapacità di gestire le interazioni subite.

A volte questa operazione viene compiuta sotto forma di enorme scansione del sito, altre volte sono interazioni dirette con alcuni elementi, come per esempio i form.

Tramite il file .htaccess è possibile inserire dei blocchi a IP e zone geografiche; non si tratta di una risoluzione perfetta ma è comunque abbastanza utile.

Se invece si cerca una risoluzione più diretta e che non richiede investigazioni, è il caso di utilizzare CDN, così da ridistribuire

Falsi clic

Se non ci fossero controlli appositi, in teoria ogni utente potrebbe continuare a cliccare su ricerche organiche riguardanti il proprio sito al fine di inviare chiari segnali di posizionamento a Google.

In realtà però Google penalizza algoritmicamente chiunque forzi questo tipo di pratica. Se però a farlo è un competitors su un sito concorrente, non c’è molto da fare.

Iniezione di contenuto

Nel caso in cui il sito fosse stato violato per fini molesti potrebbe essere stati inseriti contenuti e link per favorire siti concorrente o penalizzare il proprio.

In alcuni casi vengono proprio effettuati dei redirect verso un altro sito.

L’unica operazione da compiere dopo aver ricevuto questo genere di visita è passare il sito al setaccio grazie ad uno spider che rimandi informazioni precise sui contenuti e sui link presenti.

Disallow sul sito

Nel caso in cui l’hacker cercasse di de-indicizzare il sito gli basterebbe inserire un’indicazione di disallow sul file robots.txt e il gioco sarebbe fatto.

Anche da questo punto di vista l’unica difesa è un’analisi continua del sito, mantenuta costante sopratutto su Search Console.

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