Francesco Giammanco Exit Reader Mode

Email automation e workflow

Quando si parla di email marketing, email automation e workflow ci si riferisce ad un modo di fare marketing, tramite uno strumento, le e-mail, utilizzare al fine di realizzare delle operazioni ricorsive ed automatiche che portino un numero sempre maggiore di conversioni.

Che cos’è l’email automation

L’email automation o email marketing automation raccoglie tutte le operazioni che si possono compiere per inviare email, ricevere e dare feedback tramite esse e un complesso sistema di automazioni che permettano di raccogliere dati utili per influenzare positivamente le modifiche da applicare alla strategia.

Di norma le catene di e-mail inviate al fine di raggiungere uno scopo seguono una strategia ben precisa, decisa a monte e applicata più volte a contenuti differenti. Questi flussi di email sono i workflow o email workflow.

Se vogliamo dare un contesto più preciso a queste operazioni, è il caso di ricordare che molto spesso vengono applicate all’interno di progetti di inbound marketing, il cui scopo è quello di ottimizzare le relazioni con utenti e clienti al fine di aumentare il tasso di conversioni e la qualità della comunicazioni.

Che cos’è l’email workflow

L’email workflow o workflow, se ne parliamo all’interno dell’email marketing, è la strutturazione di una serie di email unite dall’intento del creatore.

Di solito si pongono degli obiettivi di conversione parziali da raggiungere, come per esempio il clic di un pulsante, la visualizzazione di un video o altro, in modo da avere dei dati e fornire un percorso su cui instradare i clienti.

In genere il workflow viene diviso in segmenti, per avere un controllo più preciso sulla performance del percorso realizzato e per poterlo modificare con più facilità.

Contenuti da inserire in un workflow

Il contenuto inserito in un workflow varia a seconda della struttura e naturalmente del sito e del brand per cui si invia.

In genere diverse forme comunicative vengono utilizzate per attrarre un diverso tipo di utente, con una conoscenza della piattaforma che varia in base al tempo di permanenza.

Per fare un esempio chiaro, un contenuto che inneggia all’acquisto è inutile su un nuovo visitatore, ma può essere molto utile su un utente che conosce l’azienda.

Di seguito le tipologie di contenuto più comuni, selezionate a partire da quelle più vicine ad un nuovo utente per poi scendere via via all’interno di livelli di conversione più commerciali:

Strutturazione di un workflow

Come ho scritto in precedenza, un workflow risponde ad un bisogno specifico di automazione dei processi.

Di conseguenza, a seconda del bisogno una struttura di email worflow può essere lineare o dinamica, a seconda del target; per fare un esempio la segmentazione dei contatti in diversi gruppi e l’invio di email specifiche è un lavoro lineare.

Al contrario, le campagne dinamiche come possono essere quelle di nurturing, contengono al loro interno dei bivi la cui attivazione verrà successivamente studiata per offrire un servizio dedicato ad un target specifico.

Un dato offerto da Campaign Monitor ci dice che quasi 4 miliardi di persone utilizzano le mail, e di queste quasi al 72% piace ricevere un’offerta promozionale.

Da questo punto di vista, la vera discriminante nell’uso delle automazioni è il grado di precisione nel raggiungere l’utente tipo.

Strumenti utili

La parte più importante del lavoro di automazione riguarda la possibilità di realizzare all’interno di uno strumento una catena di eventi che portino ad una serie di soluzioni desiderate.

Da questo punto di vista, la creazione di un diagramma di flusso in strumenti come SendingBlue permette di focalizzare visivamente la propria attenzione.

In secondo luogo, è necessario che i singoli elementi del diagramma abbiano un senso e che questo senso sia monitorabile. Che siano call to action o semplici informazioni da continuare a leggere su un sito, ognuno di questo momento della strategia potranno e dovranno attivare un eventuale trigger, un’azione nata a partire da un feedback dell’utente.

Infine sarà necessario misurare le prestazioni e l’efficacia dell’email automation. In questa fase si porrà l’attenzione sui tassi di apertura delle email, la percentuale di clic ai link, il numero di ordini scaturiti dalle operazioni di marketing e più genericamente i tassi di conversione.

In base a questi elementi, si andranno a creare delle condizioni che serviranno a trattenere o ad escludere alcuni dati. Se per esempio l’azienda puntasse ad uno o più target, i dati molto distanti dai valori prefissati non verrebbero più considerati interessanti.

In questo modo, la creazione di un’analisi strutturali dell’andamento comunicativo delle newsletter e delle altre mail inviate permetteranno di puntare solo ad alcuni target o a diversificare l’invio di mail in modo da offrire un feedback differente a seconda dello stato di confidenza del cliente con il marchio.

Tipi di flussi di lavoro: semplici

Prima di realizzare un flusso di lavoro (o workflow) bisogna realizzare una serie di operazioni, che possono essere riassunte così:

Iscrizioni

Qui di seguito i passaggi per la creazione di un flusso di lavoro dedicato all’ingresso dell’utente nel progetto:

Opt-in

Si parla di opt-in quando si esprime il consenso nei confronti di un’iscrizione o più genericamente l’assenso a ricevere dati. Per quanto riguarda la funzione all’interno di un flusso di lavoro, di norma viene utilizzata per mostrare i contenuti fondamentali creati dal brand, iniziare il download di una risorsa o completare un form:

Onboarding

In molti progetti è più facile vendere una seconda volta un progetto a qualcuno piuttosto che trovare nuovi clienti.

Offerte / occasioni speciali

Questo workflow può essere utilizzato per tutti gli eventi ricorsivi (compleanni, anniversario dalla data di acquisto):

Registrazione ad un evento

Questo workflow può essere utilizzato per tutti gli eventi ricorsivi (compleanni, anniversario dalla data di acquisto):

Gestione dei carrelli abbandonati

Flussi di lavoro complessi

Sollecitazione per le operazioni di fine fornitura

Si tratta di un workflow dedicato a tutte quelle aziende che hanno la possibilità di inviare un nuovo ordine alla fine di una fornitura continuativa.

Up selling e Cross selling

La strategia di up selling porta il cliente ad effettuare un acquisto di valore superiore rispetto l’idea che aveva all’inizio, mentre il cross selling si occupa di far acquistare dei prodotti di contorno a quello desiderato.

Notifica per la pagina AMP. Il sistema serve per memorizzare la tua decisione sulla registrazione dei cookie.