Francesco Giammanco Esci dalla modalità Reader

Hotjar, lo strumento per la User Experience

User Experience è uno dei termini più gettonati dell’ambiente tech.

La UX è alla base di tutte quelle materie che si occupano di migliorare la performance del sito, e Hotjar è lo strumento adatto per migliorare le conversioni.

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Le funzioni di Hotjar

Una volta installato lo script sul sito che si vuole analizzare, possiamo attivare le funzioni di Hotjar, tramite la dashboard:

Heatmaps (mappe di calore)

Le mappe di calore permettono di visualizzare il comportamento degli utenti di una pagina.

Una volta selezionata la pagina, il sistema comincia a collezionare i dati e fornisce tre tipi di mappe.

La tipologia click realizza una mappa in cui la pagina viene colorata in base al numero di clic ricevuti dall’elemento.

Il tipo move funziona solo per il traffico da desktop e indica qual’è il movimento del mouse all’interno della pagina.

L’ultima opzione è scroll, una mappa di calore che visualizza l’altezza media degli scroll utilizzati nella pagina.

Si può selezionare la pagina da analizzare, o raccogliere dati da più pagine simili.

Ogni tipo di heatmaps è visualizzabile nel formato desktop, tablet e mobile.

Recordings

Recordings registra le interazioni degli utenti su una o più pagine, fornendo un video in cui è possibile vedere i movimenti del mouse, dove si sofferma, dove evita di visualizzare.

Il formato prevede che si possa velocizzare la visione del video e saltare le pause in cui il mouse è fermo.

All’avvio del sistema si può selezionare il tipo di recordings da salvare: sessioni in cui sono presenti solo click e scroll, sessioni lunghe almeno 30 secondi, e sessioni di compilazione di form.

Funnels

La sezione Funnels ricorda per certi versi il pannello flusso di comportamento di Google analytics.

Dal pannello principale si può accedere ai vari funnels, personalizzati secondo le proprie esigenze.

Un funnel può contenere un numero di step variabili, di cui si deve indicare la URL secondo un sistema che permette di aumentare o diminuire il numero di pagine coinvolte nell’operazione.

Riguardo agli campi non mi dilungo, nonostante siano di sicuro interesse per chiunque si occupi di SEM e growth hacking.

Cos’è il growth hacking

Nel growth hacking il tasso di crescita del progetto è più importante dei metodi utilizzati.

Un growth hacker si pone fuori dalle classificazioni SEO / SEM, unendo le conoscenze delle due discipline con una padronanza più approfondita della programmazione e dell’analisi dati.

Se dovessimo ricercare gli elementi comuni ai diversi approcci di growth hacking, gli elementi in comune sono:

Per tutti questi motivi è chiaro il perché Hotjar sia uno strumento essenziale.

Le aziende dietro il growth hacking

La proliferazione del growth hacking, dipende sopratutto dai risultati delle aziende che credono nel metodo: AmazonUberAirbnbFacebook e Hotmail.

La trasversalità del metodo ha permesso agli esperti del settore di proliferare perfino (e sopratutto, direbbe qualcuno) all’interno delle startup.

Per rendere più chiaro il lavoro un growth hacker, basta riassumere uno degli history case più famosi.

Gli specialisti di Airbnb utilizzarono un’automazione affinché ad ogni post di annunci sul loro sito, corrispondesse un annuncio su Craigslist.

Questa automazione aumentò la visibilità, i clic e il miglioramento della posizione del sito sui motori di ricerca,

Per una lettura approfondita della vicenda, vi rimando all’articolo.