Nofollow, rel=”sponsored” e rel=”ugc”

Nofollow, sponsored e ugc

Lo scopo iniziale del nofollow era quello di prevenire la scansione da parte di Googlebot di link non pertinenti con la pagina visitata. In termini pratici, si trattava di fermare l’acquisizione di informazioni provenienti da link spam.

La prima applicazione del nofollow veniva applicato direttamente al meta robots presente nell’head delle pagine, per non permettere di seguire qualsiasi link presente nella pagina visitata.

Successivamente il bisogno di realizzare una selezione più mirata dei link da far seguire al bot accelerò la creazione del rel=”nofollow” da applicare al bisogno sul singolo elemento.

Ma il 10 settembre 2019 il Webmaster Central Blog di Google ha comunicato l’introduzione di due nuovi rel volti a segnalare la presenza di specifici link:

  • rel=”sponsored”
  • rel=”ugc”

Le modifiche e i rel sono già funzionanti e sono cumulabili tra loro (esempio: rel=”sponsored ugc”).

Quando applicare il rel=”nofollow”?

E’ chiaro che la funzione del nofollow è di evitare la scansione di pagine collegate tramite link così segnalati, modificando la percezione da parte del motore di ricerca dell’architettura del sito.

Si tratta dunque di un’indicazione che si può utilizzare sia verso risorse esterne, sopratutto se poco attendibili, per evitare di creare pattern di link tra siti appartenenti ad uno stesso proprietario o compresi all’interno di un network di siti (oppure semplicemente non attinenti), sia verso risorse interne, sopratutto se non pertinenti al motore di ricerca.

Considerando che la natura dei backlink dovrebbe riguardare l’assegnazione di un merito o l’espressione di un interesse verso un contenuto e non l’acquisto (con conseguente mancanza di “naturalezza” della natura per cui il link è stato creato) di ranking per il sito, Google segnala indispensabile segnalare con un rel=”nofollow” anche:

  • sezioni della pagina che possono generare spam, come i commenti e le aree pubbliche dei forum.
  • link del sito che portano a sezioni private, solitamente contrassegnate da bottoni come “Registrati” o “Account”.
  • Link a pagamento; vendere lo spazio del proprio sito è un comportamento che potrebbe vanificare un processo di link building.

Con le vecchie indicazioni tutti questi casi richiedevano l’utilizzo del Nofollow, ma adesso?

Utilizzo del rel Nofollow (2019)

Fino alla prossima variazione di meccanica dei rel, Nofollow si occupa di segnalare un collegamento verso una risorsa di cui non si vuole sostenere l’autorevolezza o l’utilità, non riconoscendo nessuna forma di ranking ad essa. Funzioni specifiche riguardanti lo scopo del link saranno attribuite ai nuovi rel.

Modifiche al rel Nofollow (Marzo 2020)

Al momento il nofollow è funzionante ed è possibile utilizzarlo normalmente, ma diventerà un suggerimento (e non un obbligo) per i bot che scansionano il sito, e di conseguenza per l’indicizzazione, già dal 1 marzo 2020.

Rel=”ugc” (User Generated Content)

Esiste una tipologia specifica di link aventi bassa autorevolezza, generati dagli utenti dei blog e dei forum, che fino ad oggi venivano contrassegnati in maniera generica. Gli UGC, User Generated Content rappresentano una tipologia di link autoreferenziale, che viene utilizzato per segnalare la propria presenza all’interno o all’esterno di un sito.

Al momento il rel=”ugc” potrebbe dare problemi di compatibilità con alcuni bot, motivo per cui si consiglia di aggiungerlo, secondo la formula rel=”nofollow ugc”.

Rel=”sponsored”

Se i link ugc sono da considerarsi una sorta di pratica consigliata ma non indispensabile, nel caso del rel=”sponsored” si consiglia di utilizzarlo sin da subito. Google segnala che eventuali link nofollow utilizzati per gli annunci non subiranno di certo penalizzazioni e l’indicazione varrà comunque, sebbene è stato confermato che lo sponsored è consigliato.

Il livello di “errore” causato dall’inserimento di un nofollow al posto di uno sponsored è tale che il nofollow potrebbe non passar nessuna indicazione lì dove uno sponsored potrebbe segnalare “qualcosa”.

Se stai usando dei link di affiliazione Amazon o equivalenti, ti consiglio di inserire velocemente le indicazioni richieste. Sebbene sia solo una supposizione, introdurre il rel=”sponsored” potrebbe anche cambiare le relazioni tra link all’interno di una strategia di link building in relazione ai pattern di link.

Sappiamo che i rel=”nofollow” non danno ranking, ma questo non vuol dire che questi non influiscano indirettamente.

Indicazioni di massima

Finquando si tratta di un sito italiano, realizzato con l’unica intenzione di rimanere ancorato al posizionamento con Google, l’utilizzo dei nuovi rel è necessaria e in realtà sarebbe buona norma iniziare adesso.

Se si tratta invece di siti che devono essere indicizzati su altri motori di ricerca, la strada migliore è quella di integrare sempre il nofollow con uno degli altri due.

Modificare i commenti di un blog WordPress

Per ovviare al problema di inserimento delle nuove indicazioni, potete scaricare il plugin che ho realizzato per inserire il rel=”nofollow ugc” nei link presenti sui

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