L’articolo su come ottimizzare un blog WordPress prende spunto da una consulenza SEO fornita ad un cliente con delle esigenze particolari.

Il sito non era stato creato con l’idea di guadagnare, fino a quando non si è formato un certo bacino di utenza.

A quel punto il cliente ha deciso di investire una piccola somma per ricevere una formazione basilare sul SEO, che ha poi deciso di condividere con voi.

Come per le spiegazioni fornite per il posizionamento di francescogiammanco.it, l’articolo si occupa di fornire delle tecniche di ottimizzazione gratuite e facili da realizzare. 

Per ottimizzazioni più professionali ed estese, vi consiglio di rivolgervi ad un consulente seo.

Ottimizzare un blog esistente

Accrocchi.com nasce diversi anni fa, specializzandosi in esperimenti tecnologici innovativi, come mandare in streaming Netflix con risoluzione 1920×1080.

In meno di sei mesi il traffico del sito (realizzato con WordPress) triplica, senza l’utilizzo della pubblicità, posizionandosi su alcune chiavi di ricerca interessanti.

Schermata di analytics, utile per ottimizzare un blog

In questo articolo eviterò di commentare le modifiche architetturali necessarie per il sito, per concentrarmi sugli aspetti tecnici che possono essere ottimizzati da un qualsiasi utente.

Per iniziare, utilizzeremo uno strumento gratuito di Chrome (quindi di Google), Lighthouse.

Premi F12 sulla tua tastiera e seleziona il menu Audits, lasciando le impostazioni predefinite. Premi Run Audits per iniziare.

Una volta finita l’analisi ti verranno forniti alcuni pannelli, come questi. 

Ottimizzare un blog di tecnologia

Cliccando sulle varie sezioni potrete leggere quali problemi presenta il sito. Non conoscendo i problemi specifici di ogni lettore, ho deciso di realizzare una lista dei problemi più comuni.

Performance

Il pannello performance raggruppa gli aspetti tecnici riguardanti la velocità del sito. I problemi più comuni in tal senso sono:

  • formato e dimensioni delle immagini.
  • Risorse di blocco per il caricamento della pagina.
  • Caricamento dei fonts.
  • utilizzare tecniche di defer per le immagini e il CSS inutilizzato.

Per risolvere i problemi di dimensioni delle immagini WordPress offre alcuni plugin di ottimizzazione delle immagini, come EWWW Images.

Nel caso in cui il vostro blog non sia realizzato con WordPress non temete, l’ottimizzazione delle dimensioni tramite programmi di manipolazione delle immagini, come il gratuito Gimp, funzionano comunque.

Le risorse di blocco rallentano il caricamento degli elementi immediatamente visibili della pagina.

Il consiglio generale è di utilizzare l’attributo defer sugli elementi che vogliamo vengano caricati in parallelo dopo il parsing della pagina.

Per farvi un esempio su come inserirlo, sostituite il nome fittizio del file con uno segnalato da Lighthouse

<script src="inserisci_tuoscript.js" defer></script>

Nel caso dei fonts delle immagini consiglio di seguire la guida sul caricamento asincrono e in locale.

Le immagini invece godono di alcune tecniche specifiche, come il lazy loading, che potrebbe essere già presente sui vostri temi WordPress.

Per chi deve ottimizzare un blog che utilizza un altro CMS, consiglio di informarsi sul concetto di lazy loading e di Critical CSS.

Per gli utenti WordPress che non vogliono scendere a fondo in questi argomenti, consiglio l’utilizzo di plugin come Autoptimize.

Progressive Web App

Le PWA non posizionano meglio il sito “direttamente”, ma aumentano tutti quei fattori come l’uptime del sito e il miglioramento della user experience mobile che portano benefici indiretti (in realtà l’uptime porta vantaggi diretti, solo non quantificabili).

Per migliorare questo parametro, vi rimando ad una guida sull’ottimizzazione delle progressive web app, valida per gli utenti WordPress e non.

Accessibily e Best Practice

Questi pannelli comprendono tutte le pratiche necessarie (secondo Google) per rendere il contenuto accessibile e fruibile ai più.

Nel caso dell’accessibilità i problemi principali sono legati alla semantica del motore di ricerca (link e iframe senza nome e title), o il comune problema di contrasto tra il colore del font e il colore di background.

Google tiene conto dell’accessibilità del sito per gli ipovedenti, motivo per cui dovete impostare il valore di zoom della pagina fino a 6 volte la dimensione standard.

Per farlo basta cercare il viewport impostato sul sito (su WordPress solitamente si trova sul file header.php del tema) e modificarlo:

<meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1, maximum-scale=6">

Riguardo le Best Practices la situazione è ancora più soggettiva, ma alcuni problemi, come la vulnerabilità degli script di terze parti come jQuery per WordPress, rimarranno lì. Ahimè.

SEO da ottimizzare 

Le pratiche per ottimizzare un blog sono tantissime, e vi consiglio di guardare gli altri articoli del sito per farvi un’idea.

Per gli utenti che utilizzano WordPress, consiglio di iniziare dalla guida del plugin Yoast SEO

Per tutti gli altri, consiglio una rapida visione sui fattori onsite necessari per l’ottimizzazione.

Link Building

Quando si parla di link building si trattano i fattori offsite del sito.

Le informazioni che vi fornisco sono solo le basi (pratiche) su cosa fare:

  • Evitate di inserire il sito nelle directory, a meno che non sia un progetto di local SEO.
  • I link ai commenti degli altri siti sono nofollow, non portano autorità al vostro sito. Se proprio dovete, fatelo su siti che hanno argomenti in comune con voi e possono portare del traffico interessato.
  • NON acquistate link. Google considera “buoni” i link naturali, e tende a penalizzare gli altri. Non subito, ma la situazione oggi è molto più stressata di quella di cinque anni fa.
  • Evitate il guest posting accanito. Google non depreca la pratica ma non la osteggia. Scambiare link tra pochi è come creare un recinto per… noi stessi. Ottimizzare un blog vuol dire anche posizionarlo bene. E tentare la prima opportunità che capita potrebbe essere deleterio a lungo andare.

2 pensieri su “Ottimizzare un blog di tecnologia

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