Francesco Giammanco

Cos'è il SEO on-page (on site)?

L'ottimizzazione SEO on page (o onsite) è un argomento particolarmente complesso e ampio, difficilmente risolvibile in un unico articolo.

Esistono però dei passaggi fondamentali, di cui ha senso creare una lista, da ricontrollare in caso di insicurezza.

Per rendere maggiormente agevole la pratica, bisogna distinguere la priorità delle azioni in base allo stato di avanzamento della costruzione del sito in esame.

E' intuitivo comprendere che operare ottimizzazioni su un sito già costruito ha delle priorità dettate dal rischio di una scorretta indicizzazione, operare su un sito in costruzione ne ha altre.

Per ovviare a questa duplice possibilità, basta creare due liste delle azioni separate.

Ottimizzazione SEO onpage: revisione sito.

#1 Controllare i contenuti duplicati

I contenuti duplicati sono blocchi di contenuto che risultano esistere in più copie, all'interno di un unico sito o tra più siti.

Sebbene non indichi un intento irregolare, purtroppo i motori di ricerca mal sopportano l'evento, perché simile a tentativi di keyword stuffing, all'uso reiterato di parole chiave per ottimizzare il posizionamento.

#2 Velocità di navigazione e User Esperience

La navigabilità del sito rappresenta uno dei fattori di posizionamento di un sito. La velocità di navigazione è uno degli aspetti più importanti, tanto che lo stesso motore di ricerca di Mountain View mette a disposizione un tool gratuito per il controllo della velocità.

L'accessibilità al sito ha comunque la stessa importanza dei fattori indicati in precedenza, tanto che esiste una branca, la User Experience, che studia le interazioni tra le pagine del sito e la loro facilità di fruizione.

#3 Grafica mobile e grafica desktop

La compatibilità con il mondo mobile è ormai fondamentale. Tra le molte soluzioni disponibili, l'opzione migliore sembra un sito responsive, che abbia un'unica grafica capace di modificarsi a seconda del device dell'utente.

#5 Keywords e priorità.

Uno dei punti più importanti dell'ottimizzazione SEO on site. Una volta terminata la fase di revisione strutturale, bisogna comprendere se vi sono pagine che concorrono per le stesse keyword e nel caso vi fossero, differenziare le priorità dei contenuti.

Una buona costruzione dovrebbe permettere ad ogni keyword di esprimersi in una pagina differente e possedere una gerarchia di contenuti posizionati nell'ordine che ci interessa (potenziare una keyword, ricevere link da pagine con keyword della coda lunga).

#4 Indicizza con Google Search Console

Una volte completata la parte di ristrutturazione del sito, bisogna controllare che sia stato indicizzato dal motore di ricerca.

Il modo più veloce per farlo è controllare l'apposito pannello di Google Search Console, che indicherà se sono presenti errori nel file robots.txt come per esempio pagine bloccate.

#5 Essere presenti localmente

Se il sito risponde ad un'attività commerciale o ad un servizio espresso in loco, è bene aprire una pagina di Google My Business dedicata.

Nonostante richieda pochi minuti, l'attivazione di una pagina locale permette al nostro sito di essere geolocalizzato su GoogleMaps.

#6 Contenuti di qualità

Partire con pagine ottimizzate per specifiche keyword è bene, ma poter aggiornare il sito con nuovi contenuti è meglio. Google considera un segnale positivo la creazione nel tempo di contenuti pertinenti.

#7 Audience e creatività

Non bisogna dimenticare che un sito è fatto per essere visitato. Sebbene cronologicamente secondo rispetto alle ottimizzazioni SEO riportate sopra, la creazione di un audience è da segnalare tra i fattori di posizionamento.

Uno dei segnali presi in considerazione da Google, riguardo la posizione all'interno delle SERP, è proprio il traffico del sito. Questa è la fase in cui la creatività del social media marketer o dello specialista in advertising farà la differenza.

#8 Anchor text dei link interni

Come è stato descritto nell'articolo relativo, una volta che si sono ottimizzati gli articoli, bisogna creare una struttura coerente di link interni.

Ottimizzazione SEO on-page: creazione di un sito.

#1 Struttura delle URL

Esiste una pagina specifica di Google dedicata alla struttura delle URL. In breve, è consigliabile utilizzarne di brevi e descrittive.

Nel caso in cui una pagina dovesse risultare utilizzabile solo per fini interni (generazione feed o altro), è possibile inserirla all'interno del file robots.txt per evitare che si indicizzi (qualora l'operazione avvenisse alla creazione della pagina).

#2 Tag Title

Bisogna inserire il tag title all'interno della sezione <head> di ogni pagina. Il titolo deve essere pertinente con il contenuto della pagina, e se possibile contenere la keyword per cui stiamo ottimizzando questa porzione di sito.

La sua funzione è far comprendere agli utenti fin dalle SERP la pertinenza tra la ricerca effettuata e la pagina.

#3 Tag Description

Il metatag description rappresenta la descrizione offerta dal motore di ricerca come presentazione della pagina.

A differenza del tag title non influisce sul posizionamento, ma la presenza della/e keyword per cui stiamo ottimizzando il sito rimane quasi d'obbligo. Poni il tag all'interno dell'head della pagina.

#4 Immagini

Anche le immagini concorrono al posizionamento. Il nome del file e il tag alt rappresentano due degli elementi da tenere in considerazione, insieme alla dimensione dell'immagine.

#5 Scelta delle keywords

Durante la fase di creazione la scelta delle keywords è fondamentale. Ad affacciarsi di fronte all'esperto SEO si pongono molte opzioni, ma solo alcune scelte possono essere effettuate.

La scelta migliore è farsi consigliare dalle ricerche correlate di Google, o da tools specifici come lo strumento delle parole chiave di Google o Ubersuggest.

#6 Contenuti

Molto spesso la scelta dei contenuti rappresenta il momento in cui poniamo attenzione alle aspettative dell'utente. Il copywriting è lo strumento attraverso il quale scegliamo quanto informare e quanto venderci. Dopotutto un sito è la risposta ad una curiosità o ad un bisogno.

#7 Anchor Text

L'anchor text è quella parte di testo presente all'interno del tag

<a href="https://www.francescogiammanco.it">Inserisci qui l'anchor text</a>.

Rappresenta uno degli elementi presi in considerazione ai fini del posizionamento. Il consiglio è di utilizzare anchor descrittivi e brevi, che rispondano all'argomento della pagina linkata.

#8 Dati strutturati

Abbiamo già parlato di questo argomento. Per quanto riguarda le informazioni sugli Structured Data, vi rimando alla pagine specifica.

#9 Sitemap e rel="Canonical"

Per evitare che i motori di ricerca indicizzino pagine errate o duplicate, esistono strumenti dedicati al singolo motore che permettono di caricare una sitemap per fugare problemi di questo tipo. Una sitemap è un file in formato HTML, XML o txt, che fornisce un elenco delle pagine del sito.

Un altro mezzo per fornire informazioni riguardo la versione del sito da indicizzare ed evitare la presa in considerazione di contenuti duplicati, è il rel="canonical".

Ottimizzare i link interni

Ottimizzare i link interni di un sito è una delle operazioni più sottovalutate e contemporaneamente più complesse della SEO on-page.

In questo articolo analizzeremo come operare dei cambiamenti volti a migliorare il posizionamento del sito.

Cosa sono i link interni?

I link interni, chiamati anche ancore (a causa dell'elemento HTML <a> necessario a crearle), sono dei collegamenti presenti nelle pagine che trasmettono:

Perchè sono così importanti per la SEO?

I link interni regolano il flusso di link juice che circola nel sito.

Se a partire dalla homepage è possibile connettere con facilità tutti gli articoli e le pagine del sito, in maniera tale che risultino come un percorso semantico coerente per gli utenti e per i crawler, allora il sito ne beneficerà.

Ci sono casi studio in cui il riposizionamento dei link interni di un sito ha fatto guadagnare il 40% del traffico.

Qual'è la differenza tra link interni e link esterni?

Sebbene possa sembra una domanda scontata, le differenze vanno ben oltre il fatto che in un caso (backlinks) si connettono due pagine presenti in siti differenti, mentre nell'altro sono pagine presenti sotto lo stesso dominio.

La differenza non è sempre così netta.

Prendiamo il caso di un link che connetta un dominio e un suo sottodominio.

I due elementi sono considerati "staccati" tra loro, sebbene il motore di ricerca comprenda ci sia una correlazione.

Di conseguenza, sarebbe difficile applicare una definizione tradizionale ad un link in questa situazione, e risulta invece più corretto parlare di autorità del dominio.

Scegliere quindi se creare un'architettura del sito basata o meno su directory o sotto domini influenza anche l'effetto dei link (interni o esterni che dir si vogliano).

Possiamo quindi definire un link interno come uno che possegga lo stesso punteggio di autorità del dominio, sia nella pagina in cui è inserito che nella pagina a cui punta.

Poi, che si tratti dello stesso dominio o di un sottodominio che si consideri coincidente come parametri con il dominio, va da considerarsi fuori da questa analisi.

A riguardo valgano le dichiarazioni di articoli autorevoli come quelli di MOZ:


- Subdomains DO NOT always inherit all of the positive metrics and ranking ability of other subdomains on a given root domain.

"Root Domains, Subdomains vs. Subfolders and The Microsite Debate" di Rand Fishkin

Creare i collegamenti tra le pagine

Google naviga tra le pagine del sito alla scoperta di nuovi contenuti, linkati dai precedenti.

Nel caso in cui una pagina sia scollegata dalle altre, quest'ultima viene considerata una pagina orfana, nel senso che non appartiene ad una "famiglia" di contenuti, non ha rapporti con altri elementi.

I link interni alle pagine dovrebbero seguire un filo logico, connettendo quindi argomenti correlati tra loro.

Visto che ogni link è anche un ponte che permette un feedback semantico, unire tra loro argomenti avvantaggia la navigazione dell'utente, e fa risparmiare del crawl budget, esaurendo un argomento all'interno di articoli architettonicamente vicini.

Link a pagine reindirizzate

Uno status code 301 permette il passaggio di link juice dalla vecchia alla nuova pagina, ma non garantisce che l'atterraggio mantenga la stessa attinenza semantica con l'argomento.

Il consiglio è quello di controllare che anche l'anchor text dei link interni sia in linea con la nuova destinazione.

Quanti link devo creare?

Non esistono delle proporzioni certe, sicuramente una delle nostre pagine principali riceverà più link di altre.

In ogni caso, non ha senso eccedere, e più che pensare alle quantità, bisognerebbe pensare all'autorità della pagina in cui si inserisce il link.

La gestione dei link interni da parte dei copywriter

Di norma, molte società affidano la gestione dei contenuti a copywriter interni o esterni all'organigramma aziendale, senza dare indicazioni sulla gestione dei link interni (e neppure dei link esterni).

Il consiglio migliore è quello di creare dei micro temi che siano in relazione con la categoria o l'argomento da trattare, ma sopratutto siano connessi tra di loro da un sotto argomento, sopratutto se su un sito lavora più di un copywriter, o non c'è modo di comunicare con il creatore della struttura semantica.

In linea puramente utopica ogni copywriter dovrebbe conoscere gli altri contenuti del sito e organizzare il proprio lavoro di conseguenza, in linea pratica conoscere i titoli degli altri articoli, non creare contenuti duplicati e link interni fuorvianti e inutili è un buon punto di partenza per non ledere al sito.