Francesco Giammanco Esci dalla modalità Reader

Ottimizzare le pagine importanti del sito

Ottimizzare le pagine importanti vuol dire mantenerle visibili, il che significa tenerle il più vicino possibile alle pagine principali.

Tradizionalmente i manuali SEO danno una grande importanza all’architettura del sito, sia dal punto di vista semantico che propriamente strutturale proprio per questo.

I link interni connettono tra loro le pagine, permettendo ai crawler di Google di indicizzare il sito e fornire al motore di ricerca una mappa del sito, ma ad ogni passaggio tra le pagine lo spider raccoglie anche dati relativi ai contenuti.

Nonostante tanti accorgimenti, il normale sviluppo di un sito porta alla necessità di mantenere la visibilità di alcune pagine importanti, ma anche il bisogno di diminuire quella di altre pagine, datate o magari meno richieste dagli utenti.

La creazione di archivi è una prassi comune all’interno di testate giornalistiche online o anche semplicemente siti e blog di grandi dimensioni.

Ma esiste un modo per capire come connettere le pagine tra loro?

Si, esiste un modo ed è lo stesso John Mueller che lo conferma durante una registrazione del Google Webmaster Central, durante il quale un utente chiede:

“È importante che tutte le pagine di un sito siano accessibili … dalla pagina principale. Ad esempio alcune notizie del 2015 … sono accessibili dopo più di dieci click (a partire dalla home). Va bene?

Utente durante il Google Webmaster Central del 14 gennaio 2020 (tradotto)

E John Mueller conferma che:

“Va benissimo. Di solito… ciò che accade qui è che su molti siti web la Homepage è la parte più importante del sito. Quindi eseguiamo la scansione abbastanza spesso e da lì proviamo a trovare pagine nuove e aggiornate o altre pagine importanti. “

John Mueller (tradotto)

Quindi possiamo affermare che le pagine più scansionate sono quelle che sono più vicine alla la homepage del sito.

Sembrerebbe dunque che le pagine importanti debbano esser poste vicine alla pagina principale, magari tramite un mega menu o tramite link nel footer o nel body.

Ma quante pagine? Quanto grande il menu?

A tal proposito si aprono due scenari differenti, e un terzo possibile.

Siti web flat

Porre più pagine possibili vicine alla Main page tende a fornire al motore di ricerca delle idee confuse sull’importanza delle pagine.

Una struttura di questo tipo permette la navigazione di tutto il sito a partire da ogni pagina, dato che è sempre possibile raggiungerne una con pochissimi clic.

Se tutte le pagine sono importanti, allora nessuna pagina lo è davvero.

Questa esasperazione della struttura viene chiamata sito flat (piatto), e fornisce in ogni pagina al motore di ricerca una mappa del sito.

Per comprendere questo aspetto basta guardare l’immagine qui sotto: è possibile raggiungere ogni sotto argomento con non più di due click.

Struttura “flat” di un sito da 28 pagine.

Questo tipo di struttura rende difficoltoso per il motore di ricerca la comprensione della semantica del sito.

Questo accade perché il numero di collegamenti gerarchici tra le pagine è minore, perché si è preferiti espandere orizzontalmente gli argomenti trattati.

Ma cosa succede se si sceglie di sviluppare il sito in profondità (in verticale)?

Sito con tassonomie

Un sito sviluppato in profondità ha bisogno di ordinare i contenuti delle pagine per renderli più accessibili.

Lo scopo è quello di migliorare l’usabilità, e l’attenzione ricade sulle operazione volte ad evitare che si generino contenuti duplicati o pagine poco utili.

Il modo migliore per classificare i contenuti è utilizzare le tassonomie, così da realizzare una piramide semantica.

Com’è possibile vedere nell’immagine qui sotto un sito con un numero di pagine identico al precedente utilizza un numero minore di pagine importanti, ma una classificazione dei contenuti migliore.

Struttura tassonomica di un sito da 28 pagine

Si tratta dunque della soluzione migliore?

Siti fluidi: come evitare problemi di semantica

Un sito fluido cerca di prendere in prestito i vantaggi dei siti flat e dei siti con tassonomia.

Per farlo utilizza delle pagine prive di semantica che aiutano ad organizzare i sotto livelli.

Nell’immagine d’esempio i contenitori senza alcuna valenza semantica sono stati indicati con le prime lettere dell’alfabeto.

Google ignora tutti i segni a cui non riesce a dare un significato, motivo per cui le singole sezioni guadagnano una coerenza interna fornita da una struttura simile alle silos pages che trasporta l’autorità delle pagine all’interno dei link interno.

Gli svantaggi di questo metodo risiedono nella mancanza di un passaggio di significato tra la homepage e le pagine interne (ma non sempre è un male), ed il rischio di creare delle “sacche di significato”.

Per capire meglio questo concetto, basti pensare ad un articolo esterno al gruppo /a, ma che contiene degli elementi coincidenti con il gruppo /e.

Generare delle silos pages perfette non è facile, e molto spesso è solo dannoso.

Scansioni che atterrano su una pagina interna

Un sito flat permette al crawler una scansione lineare, ma offre poche informazioni semantiche perché ci sono pochi collegamenti tra i contenuti.

Un sito con tassonomie migliora la navigazione dell’utente e se non crea duplicati migliora anche la comprensione del sito da parte del motore di ricerca.

Ma il ranking di un sito non è così lineare: a pensarci bene le menzioni al sito e i backlinks arrivano sulle pagine indipendentemente dalla loro posizione rispetto la homepage.

Di conseguenza esiste sempre la possibilità che la scansione iniziata su un altro sito evidenzi il nostro a partire da una pagina interna.

A questo punto solo i link interni se ben strutturati permetteranno al crawler di raggiungere gli argomenti correlati alla pagina di atterraggio.

Nella situazione del sito flat, il crawler raggiungerebbe istantaneamente delle pagine vicine in distanza di link, ma che trattano probabilmente argomenti differenti.

Fattori di posizionamento delle pagine importanti

L’architettura statica di un sito difficilmente risponde alle necessità di ottimizzazione del posizionamento dell’azienda.

Operazioni come l’ottimizzazione del crawl budget, il controllo e la risoluzione delle pagine orfane, la creazione di archivi per diminuire la visibilità di pagine ormai desuete, richiedono un lavoro costante da parte del consulente SEO o di chiunque si occupi della gestione del sito.

Di conseguenza è necessario stilare una serie di regole da utilizzare come promemoria: