Francesco Giammanco Exit Reader Mode

Pinterest, il social del visual content marketing

Le immagini e i colori raggiungono le persone prima di un testo, e non serve molto a capire che è questa la chiave del successo di Pinterest.

A differenza di quanto possa sembrare all’apparenza, si tratta di un social che può essere reso “commerciale” facilmente, grazie a strategie di visual content marketing e alla fortuna di essere un “social alternativo” alle solite opzioni e quindi terreno vergine per alcune pubblicizzazioni.

Che cos’è Pinterest?

Pinterest è una piattaforma social nata nel 2010, data in cui strumenti di questo tipo hanno avuto un boom incredibile.

Differentemente da loro, Pinterest ha raggiunto velocemente un numero notevole di account ma non è “esploso”, non ha aumentato esponenzialmente il numero di iscritti.

Nonostante ciò, forse perché era una piattaforma troppo matura per i tempi, nel corso del tempo il numero di account sono cresciuti fino a raggiungere attività provenienti da 200 milioni di account attivi mensilmente.

Da notare che nel 2012 Michelle Obama utilizzò la piattaforma creando un account e inaugurando ufficialmente le operazioni di content marketing sulla piattaforma.

Logo di Pinterest

A livello funzionale, la piattaforma serve per caricare immagini e mostrare dei video di cui sarà visibile una thumbnail personalizzata (da generare e inserire).

Come si usa

Un account Pinterest nasce per rispondere a bisogni sociali ed estetici, motivo per cui non mi occuperò di questo step, anche perché è possibile accedere a partire da un account Facebook e dalla relativa mail.

Per quanto riguarda gli account business è possibile trasformare un account standard in uno per le aziende oppure iniziare direttamente con la seconda tipologia

Nel caso si debba passare ad un account business basta convertirne uno differente tramite il link http://pinterest.com/business/convert/.

Per generare invece un account di questo tipo ex nihilo bisogna seguire la procedura presente nel link https://business.pinterest.com/it/creating-your-account.

Un account Business da acceso sia alla sezione Pinterest Analytics che ai servizi pubblicitari.

Nel caso in cui l’esperienza sulla piattaforma non fosse soddisfacente è sempre possibile convertire un account aziendale in uno standard, tramite l’opzione che si trova in Profilo > Impostazioni account > Converti in un account personale.

Una volta inseriti i dati e scelto il tipo di account, bisognerà prendere confidenza con la generazione dei contenuti.

Bacheche, sezioni e Pin

Oltre alla sezione privata dell’account, si avrà a disposizione una pagina composta da bacheche, delle immense liste di immagini e video organizzate e rese pubbliche o private.

All’interno delle bacheche si possono generare le sezioni, molto utile per ordinare le foto e i video.

Per essere più precisi, ogni elemento inserito dentro una bacheca è un Pin, letteralmente spillo, puntina, ossia un oggetto (virtuale) da aggiungere alla propria bacheca.

Per pubblicare un Pin bisogna inserire un video, delle immagini singolarmente o all’interno di caroselli, ma sopratutto aggiungere un titolo, segnalare l’argomento trattato dall’oggetto inserito (è possibile usare hashtag) ed eventualmente aggiungere un link.

Esistono anche i Pin Storia e i Pin provati che rimangono fissi in una sezione della bacheca. Alcuni di questi elementi possono essere condividi direttamente su Facebook.

Una delle funzioni più interessanti dei Pin riguarda i video e la possibilità di caricarli in blocco grazie alla compilazione di un file .csv.

Tutti i Pin possono avere un link, cosa che rende veramente facile pubblicizzare qualcosa.

Sicuramente l’elemento grafico utilizzato deve essere qualitativamente ottimo, perché se provate a guardare una bacheca di Pinterest qualsiasi argomento sfoggia splendidi video e disegni.

Limite nella generazione contenuti

Si possono gestire fino a 500 bacheche, il cui numero comprende sia quelle generate pubblicamente, che quelle generate pubblicamente oltre alle bacheche di gruppo.

Per quanto riguarda i Pin, se ne possono creare fino a 200.000.

Si possono seguire sino a 50.000 utenti ma non c’è limite al numero di followers che possono seguire un profilo.

Generare una bacheca di gruppo

Per farlo basta modificare una bacheca già creata o al momento della generazione della stessa invitare (bottone Invita) un conoscente.

Annunci su Pinterest

Ogni Pin può diventare un annuncio, e l’aspetto più interessante di questo sistema è che la generazione di questa forma promozionale parte direttamente dalla selezione di un Pin, di conseguenza vengono trasportati hashtag e può essere inserito un link, oltre ad una targetizzazione del pubblico.

Se ad una priva vista potrebbe apparire uno strumento troppo semplice per i più smaliziati, questo è solo uno degli strumenti di generazione delle campagne pubblicitarie, visto che esiste un intero pannello dedicato alla creazione del target e degli annunci.

Presente a sinistra della barra di ricerca presente nell’header di Pinterest, offre una serie di opzioni sulla falsariga di Facebook Ads.

Questo sistema offre anche degli ottimi pannelli per visionare l’andamento della campagna, e dato che al momento la piattaforma certa di attrarre aziende offre delle offerte sui formati pubblicitari con sconti del 60% e più.

Il sistema prevede anche l’implementazione di un sistema di tracking per monitorare le conversioni, da aggiungere con un tag ai siti web.

Credo comunque che il miglior strumento per i professionisti riguardi la generazione di un modello per caricare il formato pubblicitario selezionato più volte, inserendo semplicemente una riga nel foglio di lavoro.

Pinterest Analitycs

Sebbene la sezione advertising abbia i propri strumenti di analisi, anche i Pin non pubblicizzati godono di diversi pannelli validi per monitorare l’andamento delle pubblicazioni.

Pinterest Analytics mette a disposizione tre pannelli, che servono a:

Pin utili alla commercializzazione di prodotti e servizi

Sicuramente non tutte le tipologie di servizi e prodotti riescono a monetizzare su Pinterest, ma considerando che intrattenimento e istruzione sono tra gli argomenti in crescita nella piattaforma, ci sarà sicuramente spazio per nuove commercializzazioni.

Il tipo di contenuto che si presta a fornire un colpo d’occhio dei nostri prodotti/servizi sono:

  1. Disegni e immagini realizzate: composizioni cromatiche di tutti i tipi, che non riguardano unicamente la creazione di banner, ma qualsiasi forma di comunicazione che utilizzi disegni, anche se molto spesso il testo diventa parte integrante. Una sorta di sotto categoria di questa più ampia riguarda i disegni che utilizzano le parole come forma di “disegno”, realizzando font o immagini di accompagnamento tali che il messaggio sia da considerarsi contemporameante leggibile e “guardabile”.
  2. Foto. alcuni settori, come per esempio quello dell’arredamento, offre bacheche intere piene di foto dedicate ai prodotti in vendita, come se fossero una sorta di catalogo vetrina. Anche i professionisti hanno modo di vendere o mostrare la propria arte in questo modo.
  3. Video. Si tratta della forma di comunicazione più amata e più facile da rendere fruibile, sebbene non sia altrettanto semplice da realizzare (di buona qualità). Un video solamente bello spesso non ha effetto, dato che è il messaggio al suo interno il motore che realizza le conversioni.
  4. Meme. Potrebbe sembrare una sorta di ripetizione del primo punto, ma in realtà i meme sono una forma comunicativa con degli standard reiterati, in cui la parte artistica esiste in funzione della frase ad effetto al suo interno. Si tratta di una comunicazione che ha un target ben preciso, poco malleabile rispetto ad alcune tipologie di prodotti o servizi, ma lì dove possono essere utilizzate sono una forma di comunicazione veloce ed efficace.
  5. Infografiche: come dice il nome stesso sono immagini contenenti informazioni raggruppate in maniera tale che la loro fruizione sia veloce ma sopratutto tematicamente colorata, così da supportare al meglio la forma comunicativa presente nello scritto. Funzionano molto bene su target professionali o su altri su cui si decide di comunicare in modo professionale, anche se ci sono molti esempi di successo che hanno avuto la capacità di esportare questo tipo di immagine in settori mai esplorati prima di allora.
  6. Gif. sono impropriamente delle immagini / foto “animate”, montate su un formato che permette l’assecondarsi di diversi elementi all’interno di un unico file. Molto spesso le immagini si ripetono in loop. Come per i meme, anche le gif hanno una serie di target su cui hanno molto effetto, diventando praticamente inutili fuori da queste aree di influenza.

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