Dopo un iniziale isterismo per il nuovo roll-out di Google sembra tornata la quiete, per quanto nascano giornalmente teorie sui cambiamenti in corso.

Piuttosto che essere un’altra (improbabile) voce all’interno del coro complottista, vale la pena analizzare i dati pervenuti e scremare le ipotesi inverosimili. Ma andiamo con ordine:

Il primo agosto 2018 un tweet di Google avverte sull’attività di un nuovo update dell’algoritmo, per quanto fonti accreditate parlano di iniziali cambiamenti delle SERP sin dalle ultime settimane di luglio.

In molti campi il roll-out (letteralmente, spianare) è tale da modificare l’aspetto delle SERP; il campo più colpito è quello del YMYL (Your Money Your Life), tanto da far valere il nome di Medical Update a questo cambio di algoritmo.

Un altro campo in cui si sono espresse molte modifiche è quello degli e-commerce, ma ne parleremo specificamente in seguito.

Bufala: quality rater e roll-out.

Una delle risposte più umane di trovarsi in mezzo ad un cambiamento è dare la colpa a qualcuno. In questo evento il capro espiatorio è stato la comunità dei rater, dei valutatori di Google.

Analisi: l’evento che unisce quality rater e update è solo la vicinanza cronologica tra l’uscita della guida sul quality page rating di luglio e il suddetto roll-out di agosto.

Come ben sappiamo da reiterati trascorsi, i commenti dei quality rater difficilmente influiscono sugli algoritmi di ricerca e solo una parte dei “consigli” viene ascoltato, a volte. Credere che i due eventi possano influenzarsi a vicenda, è una pia illusione.

Tra realtà e fantasia: autori e autorevolezza.

Un’altra voce di popolo riguarda il fatto che siano stati penalizzati i siti che avessero autori poco… autorevoli, aspetto sicuramente importante in campo medico e negli e-commerce.

Analisi: per quanto sia un assunto ragionevole, bisogna intanto distinguere l’autorevolezza dell’autore del sito da quello dello scrittore al suo interno.

Possiamo escludere il secondo caso perché risultano penalizzati sia siti con articoli provenienti da fonti autorevoli (medici e specialisti che pubblicano estratti scientifici, presi in gran considerazione da Google), sia siti con articoli di scrittori sconosciuti. Riguardo l’autorevolezza dell’autore, la comunità SEO ne discute ancora, tenendo in considerazione più i segnali provenienti dall’esterno che dal sito stesso. Se ciò fosse vero, buona parte dell’autorevolezza del sito sarebbe da costruirsi fuori.

Difficile da provare: search intent.

Definire la search intent significa scoprire il motivo della ricerca dell’utente. Le parole chiave presenti nelle query si prestano dunque ad avere scopi differenti (navigazionali, informazionali, transazionali, commerciali).

Una delle ipotesi tutt’ora accreditata è che Google abbia cambiato la search intent di alcune query, cosa che avrebbe fatto crollare e-commerce con prodotti medicali preferendo siti informativi.

Analisi: Sebbene la spiegazione possa essere veritiera, la quantità di dati necessaria per provare il passaggio per un numero di SERP tali da poter ritenere l’ipotesi credibile è spropositata. Sicuramente, i cambiamenti avvenuti rispondono ai capisaldi della teoria.

roll-out google

Reale: e-commerce e tecnica.

Gli e-commerce maggiormente colpiti dalle nuove modifiche hanno in comune una struttura tecnica SEO carente: mancanza di dati strutturati, rel=”canonical”, noindex, ect.

La richiesta di maggiore attenzione allo stato di un sito ove avvengono transazioni monetarie risulta necessaria, oltre che credibile. Questo aspetto del roll-out ha carattere generalista, e fa ben comprendere perché lo stesso Google parlasse di “broad update”.

Mobile first: il futuro (non il presente).

Una delle voci fuori dal coro più interessanti è sicuramente Giorgio Taverniti, che in un video sull’argomento prende posizione facendo notare come nessuno avesse pensato al mobile first.

Il mobile first è una delle prossime “catastrofi” previste, che cambierà l’attuale priorità di ottimizzazione verso la navigazione mobile. Il cambio risulta sicuramente naturale e al passo con i tempi, data la crescita sempre maggiore di traffico mobile. Che l’attuale cambio delle SERP dipenda da questo però, è solo una delle provocazioni di uno degli specialisti SEO più famosi d’Italia.

In ogni caso, se vi trovaste nei guai contattate un consulente SEO

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