Search Equity su Google

Pubblicato: Marzo 11, 2021
Autore: Francesco Giammanco
search equity

La Search Equity (equità di ricerca) è la capacità posseduta da Google sempre in maniera maggiore di posizionare sulle SERP un sito al di là degli artifizi tecnici.

Questo porterebbe una maggiore possibilità che siti di piccoli dimensioni mostrino i loro contenuti nelle prime posizioni anche senza avere una grande autorevolezza alle spalle.

La search equity si configura quindi come la capacità del contenuto del sito di essere trovato solo in vista della corretta fruizione sulla SERP.

Al momento non si parla di un'implementazione algoritmica totale, quanto un tentativo di crearne quanta più possibile.

La SEO scoraggia i contenuti

Il grande bisogno di SEO per posizionare i contenuti paradossalmente scoraggia gli imprenditori a crearne di nuovi, vista la mancata indipendenza del singolo nel riuscire a posizionare un contenuto, a causa del sempre maggiore bisogno di un team di specialisti alle spalle per finalizzare il processo.

A questo si aggiungono gli "Hub delle domande" di Google che si pongono nelle SERP per rispondere alle richieste degli utenti che non sono ancora entrati sui singoli siti.

In poche parole la SEO satura con la sua tecnicità il mercato prima ancora che il contenuto possa palesarsi, creando dei paradossi riguardo l'utilità delle risposte (basti pensare ai risultati medicali e al pensiero che i primi risultati non sono i "migliori" medicalmente parlando, ma lo sono a livello di SEO).

Google My Business richiede search equity

Un esempio di search equity può essere rappresentato nel SEO locale dalle schede Google My Business, il cui aumento di rilevanza comporta anche un risparmio nei portafogli di chi deve posizionarsi.

Per comprendere questo passaggio basta pensare agli elenchi di prodotti di Google My Business e al loro posizionamento sulle SERP, contro la difficoltà di posizionare gli stessi prodotti in ricerche tradizionali.

Ma l'ecosistema Google e il concetto di search equity non può fermarsi ad una sola soluzione anzi, deve implementare sistemi affinché le ricerche siano maggiormente dipendenti dal rapporto bisognevole tra richiesta e qualità (o vicinanza) del contenuto.

Le novità introdotte da BERT e dai nuovi snippet nelle SERP ripropongono questo pensiero in maniera chiara e pratica.

Per fare questo può essere utile cominciare a pensare il contenuto anche in termini di sito e non più di pagina, così che la fruizione di una domanda sia disponibile all'interno di un sito più vicino al risultato richiesto (e un aumento di visite per i siti verticali di nicchia).

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