Youtube è una piattaforma web creata per condividere e visualizzare contenuti video, ed è il secondo sito più visitato al mondo.

Realizzato con lo scopo di favorire la creazione di canali (ad ogni account corrisponde di fatto un potenziale canale) la cui funzione è quella di permettere il caricamento di video realizzati dal possessore dell’account o da terze parti, Youtube utilizza un ranking dei contenuti personalizzato.

Come ottenere un buon posizionamento?

La base di ogni canale sono i video, è il loro argomento e le indicazione all’indicizzazione che ne indica il tema di riferimento.

Dal caricamento del video e ogni ulteriore volta si voglia modificarlo, Youtube richiede e indicizza sia elementi visibili all’interno dei motori di ricerca, sia elementi invibili che servono a far comprendere meglio quale siano gli argomenti trattati nel video.

Tra gli elementi visibili vi sono il titolo del video (elemento obbligatorio) e la descrizione, utile per inserire URL a siti connessi al canale e altre informazioni utili al posizionamento.

Gli elementi invisibili, i tags, rappresentano l’equivalente dei microdati per Google, servono a far comprendere qual’è l’argomento trattato dal video.

Tra gli elementi visibili/invisibili che aiutano a determinare per quali posizioni concorre il video ci sono i sottotitoli.

Questi ultimi non generano posizionamento, ma aiutano la piattaforma a comprendere il contenuto del video.

Nessuna parola espressa vocalmente nei video ha valenza di parola chiave e di conseguenza non verrà indicizzata.

Youtube-francesco-giammanco

Qual’è la differenza con il SEO di Google?

Le risposte attive e passive (o feedback) degli utenti determinano il posizionamento del video.

I feedback attivi sono rappresentate dai commenti, condivisioni e dai mi piace.

Le risposte passive rappresentano la quantità di tempo che il visitatore passa sul video.

Come accade per la lunghezza dei testi per il SEO tradizionale, più tempo un utente passa a visualizzare il video, maggiore sarà il rating accumulato.

Il motivo di questa regola è che Youtube cerca di massimizzare il tempo passato all’interno della piattaforma.

Una buona spiegazione viene fornita nei video di Brian Dean.

Un’altra differenza è che i siti guadagnano posizionamento su Google in relazione all’anzianità.

Sebbene non sia identica all’anzianità del video, la presenza di più contenuti, di un certo numero di iscritti e della visualizzazione dei video (espressa in minuti), permette di inserire link all’interno dei video, e non solo all’interno della descrizione.

Al contrario, su Youtube vale il fattore di posizionamento chiamato recency, ossia quanto è recente il caricamento del video.

Per informazioni riguardo l’utilizzo dei social all’interno di una strategia SEO, vi rimando all’articolo relativo.

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