Ricerche vocali e SEO: da anni si discute della teorica dipartita della SEO come strumento utile alle aziende per aumentare la propria visibilità.

Le voci nascono dai profondi cambiamenti degli algoritmi di Google che sempre più valorizzano visibilità parziali (locali, per essere precisi) e legate all’usabilità virtuale dei siti e dello strumento “internet” in generale.

I cambiamenti però, ad avviso di una nutrita comunità di SEO Specialist, più che uccidere le operazioni SEO hanno spostato le priorità degli elementi da ottimizzare.

In prima istanza, le ricerche sui dispositivi mobile hanno completamente fagocitato le vecchie ricerche da desktop; il mobile si sa, è uno strumento più veloce e più a portata di mano, letteralmente.

All’interno del mondo mobile si è inoltre scoperto che un quinto delle ricerche effettuate è rappresentato dalle ricerche vocali, notizie confermate dal CEO di Google Sundar Pichai.

SEO e ricerche vocali

In questo articolo analizzeremo delle semplici strategie che migliorino l’indicizzazione del nostro sito con le ricerche vocali.

Utilizzare tool che emulino la struttura di linguaggio umano porta ad un notevole vantaggio in termini di ottimizzazione, valida anche per campagne di funnel marketing. A tal proposito consiglio due strumenti per addentrarti nel mondo delle ricerche vocali, AnswerThePublic e StoryBase.

Il bisogno di tools specifici è dettato da una maggiore dimensione delle query di ricerca; ciò che nel corso del tempo ha ristretto e allargato il numero di parole chiave utilizzate in una query è stato il mezzo utilizzato. Nel caso delle ricerche vocali, l’utente ha la possibilità di rendere più specifica la ricerca in un minor lasso temporale.

Un buon modo per soddisfare i bisogni dell’utente è quello di dotare il sito di featured snippet: Google ha ideato questo tipo di view per rispondere più velocemente alle query che si presentano come domande dell’utente (per maggiori informazioni leggi qui); da qui il bisogno di utilizzare tools che emulino le domande poste in maniera “umana”.

Un altro dato interessante è che ben il 22% delle query vocali riguardano risultati geolocalizzati.

Altrettanto interessante è il differente utilizzo delle ricerche vocali tra giovani e adulti, come dimostrato da una ricerca effettuata da Google.

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