LinkedIn sta diventando ogni anno più importante per la ricerca del lavoro e per il mantenimento di un’immagine lavorativa attiva.

La piattaforma contiene al suo interno un motore di ricerca, utilizzato per offerte di lavoro, profili utente, profili aziende, gruppi e post e, come accade per ogni motore di ricerca, è possibile che un elemento interno sia più o meno ottimizzato per essere trovato.

Il fine principale del SEO di cui ci occuperemo oggi, legato ai profili utente, è quello di aumentare la dimensione della nostra rete, in modo da guadagnarne in visibilità.

Il primo e più importante accorgimento è modificare l’URL del profilo pubblico di LinkedIn, in modo da comparire anche esternamente nelle ricerche di chi cercasse direttamente il tuo nome (il consiglio è in linea di massima di creare un URL che contenga il vostro nome e cognome).

Per effettuare questa modifica, basta andare sulla pagina del proprio profilo e cliccare sull’opzione Modifica il profilo pubblico e l’URL, come da immagine

LinkedIn profilo

Headline del profilo LinkedIn, l’elemento più visto

Un altro elemento che viene indicizzato rappresenta il sunto delle tue esperienze lavorative, la headline.

Il mio consiglio è quello di utilizzare la headline (nella foto è rappresentata dalla scritta “SEO e Marketing Specialist. Social Media Manager“) per comunicare sia qual’è il lavoro che ci qualifica.

Le parole inserite all’interno della headline potranno essere utilizzate come parole chiave.

Per rendere efficaci i termini utilizzati è necessario che questi rispondano alle query aziendali, alle parole che le aziende associano alle skills possedute dalle figure professionali ricercate.

La rete dei contatti su LinkedIn

Il terzo aspetto da ottimizzare è rappresentato dall’espansione qualitativa della vostra rete, curata da un algoritmo di LinkdIn di cui la stessa azienda fornisce una semplificata spiegazione.

L’ultimo aspetto da ottimizzare è composto dalle esperienze lavorative, dalla formazione e dalle competenze.

In questa sezione è meglio fare una cernita delle competenze lavorative possedute e inserire solo le informazioni relative all’indirizzo lavorativo per cui vogliamo essere scelti.

Una selezione di questo tipo influenza sia l’algoritmo di Linkedin, sia gli eventuali HR interessati a reclutare dei professionisti in base alle loro abilità..

Da un punto di vista dell’ottimizzazione per il motore di ricerca, è bene che le parole chiave che ci interessino rappresentino una certa percentuale del testo.

Per maggiori informazioni sul SEO dedicato ai social media e al suo utilizzo, clicca sul link.

Creare un blog lavorativo e posizionarlo grazie a LinkedIn

La creazione di un blog richiede sempre un incipit dal punto di vista dei contenuti, della creazione tecnica e non per ultimo dei visitatori.

In questa breve guida esploreremo un metodo semplice per generare traffico per il tuo blog, utilizzando il motore di ricerca di LinkedIn come aiuto.

Perché utilizzare LinkedIn?

Se possiedi un account LinkedIn (o se devi ancora realizzare uno, ancora meglio), saprai sicuramente che il sito permette di creare una propria pagina profilo, realizzare una rete di contatti che abbiano o meno competenze in comuni con la tua, ricercare offerte di lavoro pubblicate dalle aziende.

L’elemento che più ci interessa è la possibilità di creare una rete. LinkedIn offre la possibilità ai suoi iscritti di selezionare gli appartenenti alla propria rete, mostrando velocemente la headline presente nel profilo (la headline qui sotto è “SEO e Marketing Specialist. Social Media Manager“); probabilmente questa non rispecchia perfettamente il lavoro svolto dalla persona, ma è sicuramente ciò con cui la persona si identifica.

Profilo LinkedIn

L’utilizzo dell’headline è un metodo veloce per passare al vaglio quanto più account possibili, invitarli per aggiungerli alla propria rete e generare traffico specialistico.

Perché queste persone dovrebbero leggere i miei articoli?

A differenza di Facebook e degli altri social dove la permanenza è più connessa all’idea di tempo libero, la discriminante lavorativa ha più presa in termini di attenzione all’informazione; LinkedIn conta sicuramente meno iscritti di Facebook, ma i post al suo interno sono strettamente legati al mondo del lavoro.

Un altro vantaggio di LinkedIn è la facilità con cui si aggiungono professionisti alla propria rete.

Per generare traffico un blog ha bisogno di raggiungere quante più persone siano in linea con l’informazione da fornire; se si pensa al popoloso Facebook per esempio è più difficile che uno sconosciuto ti aggiunga o che legga il tuo contenuto.

Probabilmente è fuori target.

Nel caso di LinkedIn, un contatto effettuato con successo ti da modo di comprendere velocemente se la persona connessa alla tua rete ha degli interessi in comune con il tuo lavoro.

logo di linkedin modificato

Alternative per intercettare il traffico dei social

La funzione delle piattaforme social è di aggregare gli utenti.

A parte Instagram, che ha una gestione dei link limitata, i gruppi di Facebook e di Google Plus possono fornire un pubblico targettizzato.

Se la presenza su LinkedIn ha il vantaggio di fornirci visibilità nei confronti degli esaminatori e delle aziende, il traffico degli altri social deve essere filtrato con attenzione.

Se su LinkedIn un buon curriculum riesce a raggiungere l’intenzione di ricerca degli HR, lo stesso numero di articoli pubblicati sui social avranno bisogno di essere veicolati esclusivamente da gruppi interessati.

In ogni caso, ogni articolo realizzato ha il vantaggio di aggiornare e (si spera) migliorare l’aspetto del sito, fornendoci delle opportunità di posizionare il contenuto sui social, fornendoci un temporaneo bacino di visualizzazioni.

Quando si effettuano queste operazioni è importante evitare di spammare o creare delle ricerche poco pertinenti con il tema del nostro blog.

In alcune situazioni, come nel caso dell’algoritmo che genera il feed di LinkedIn, diminuire l’attinenza o la qualità del post incide temporaneamente sulla visibilità dei successivi.

Il consiglio è di ragionare in termini di conversioni invece che di visualizzazioni.

Questa prospettiva ci porterà a migliorare la qualità dei nostri scritti, e conseguentemente ad avere maggiore presa sul pubblico.

Un esempio di blog posizionato con i social

Accrocchi.com nasce diversi anni fa, specializzandosi in esperimenti tecnologici innovativi, come mandare in streaming Netflix con risoluzione 1920×1080.

In meno di sei mesi il traffico del sito (realizzato con WordPress) triplica, senza l’utilizzo della pubblicità, posizionandosi su alcune chiavi di ricerca interessanti.

Schermata di analytics, utile per ottimizzare un blog

In questo caso, sebbene il lavoro dei creatori del sito sia tangente (si occupano di videomaking e regia) all’argomento del blog, il tema del sito ha generato un’architettura orizzontale su argomenti disparati, che però vengono uniti effettivamente da un hobby comune.

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