Uno dei topic più discussi al momento nell’ambiente è la connessione tra SEO e User Experience (o UX, come si usa abbreviare).

Come ho commentato in un post precedente, negli ultimi anni le ricerche online hanno subito una rivoluzione che ha portato l’utente ad utilizzare sempre più le ricerche vocali e il mobile.

Di conseguenza, una volta spostatosi l’interesse dell’utente, Google ha dovuto modificare di conseguenza gli algoritmi del motore di ricerca, dando inoltre un’importanza maggiore alla versione mobile dei siti.

I punti di contatto tra User Experience e SEO

Visitare un sito è un’esperienza che inizia sui motori di ricerca e finisce all’interno delle pagine, dove gli elementi grafici, il testo e gli script permettono all’utente di navigare e di fare esperienza del sito.

Ma per essere trovato, un sito ha bisogno anche di essere ottimizzato per i crawler.

Le due pratiche quindi concorrono ad uno stesso risultato e, per certi versi, si fondono.

Un esempio di facile comprensione è l’utilizzo dei sitelink (vedi immagine posta più in basso), scorciatoie realizzate per velocizzare l’usabilità del sito, poste nelle SERP.

Si tratta di un elemento SEO, ma migliora l’usabilità del sito.

sitelink

Ma se di ottimizzazione dei motori di ricerca abbiamo già parlato, è il momento di spendere qualche parola sulla user experience.

Cos’è la User Experience

La user experience è quella pratica che mette al centro l’esperienza dell’utente.

Per motivi puramente lavorativi, le competenze degli UI Designer, coloro che si occupano del design dell’interfaccia utente e degli UX Specialist, coloro che si occupano dell’esperienza di navigazione, convergono in un’unica figura.

Quando si parla di esperienza dell’utente, si tiene conto tanto dell’usabilità della piattaforma, quanto tutte quelle parti che compongono l’esperienza sul sito.

Alla base base della user experience c’è il rapporto tra la facilità di utilizzo e l’utilità del servizio o del prodotto.

Di conseguenza fattori come percezione del brand, lo strumento di navigazione (mobile, desktop), le aspettative del prodotto (basti pensare ai comportamenti degli acquirenti all’uscita di un prodotto di un brand famoso), concorrono a definire la godibilità dell’esperienza.

Mappe di calore e UX

Alcuni degli strumenti fondamentali per la comprensione della qualità della navigazione sono le heatmaps, o mappe di calore.

Oltre a segnalare i link utilizzati maggiormente, ci aiutano a definire il comportamento dell’utente e la percentuale di testo della pagina visualizzato.

I software che si occupano di generare mappe di calore molto spesso analizzano anche la navigazione complessiva dell’utente.

Tra i migliori programmi in circolazione mi sento di consigliarvene due: Hotjar e CrazyEgg.

Un altro elemento che unisce SEO e UX è la velocità del sito: rendere un sito più veloce significa migliorare la qualità di navigazione (user experience), ma contemporaneamente .

Altrettanto interessante (e caldamente raccomandato per la SEO) è la divisione in sezioni del testo.

Ad ogni sezione corrisponde un tag HTML, per dare informazioni sull’importanza del paragrafo sia agli utenti che ai motori di ricerca.

In questo processo si tengono in considerazione anche la pertinenza dell’argomento e il titolo della pagina.

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