Cos’è lo Skills Inventory e come usare LinkedIn

skills inventory su LinkedIn

Durante la compilazione di un profilo collegato a LinkedIn ci ritroviamo a compilare il nostro skills inventory, operazione che ci faciliterà nell’identificazione della nostra nicchia lavorativa.

Ma perché è tanto utile compilare questo modulo e in che modo (ci) aiuta il mondo del lavoro?

Cos’è lo skills inventory

Lo skills inventory (o questionario delle competenze, se dovessimo tradurlo) è un questionario che contiene l’elenco delle conoscenze, abilità, capacità ed esperienze di dipendenti e professionisti. 

Lo skills inventory serve inoltre ad identificare le abilità che un individuo ha usato o che è in grado di usare e ne rileva i pattern di skills, ossia le combinazioni di abilità che possono essere utilizzare insieme in vista di un risultato. 

Le competenze segnalate riguardano le esperienze di lavoro retribuite e non retribuite, volontariato ed eventuali hobby, ma anche esperienze apprese accademicamente o durante la vita di tutti i giorni.

Compilare il proprio skills inventory, magari su LinkedIn, consente a una persona di riorganizzare le proprie capacità, di stabilire le priorità lavorative grazie all’assegnazione di un livello di interesse al momento della presentazione delle competenze, in cui magari si sceglie di tacerne alcune perché ritenute secondarie o magari non sono più interessanti per chi è in cerca di lavoro (o per le aziende). 

Questo tipo di inventario è usato nelle consulenze professionali, nelle strategie di marketing applicate alla persona, nella valutazione dei dipendenti.

Profilo delle skills inventory su LinkedIn

Il vantaggio di utilizzare lo skills inventory

Uno dei problemi più grandi nella gestione dei ruoli aziendali e per lo stesso motivo dell’inserimento nel mondo del lavoro è che il metodo basato sull’invio dei CV non funziona.

La complessità lessicale e la (eventuale) mancanza di uno standard valido per comprendere le necessità aziendali (in termini di bisogno di specialisti) da una parte, e la reale capacità di penetrazione nel mondo del lavoro dall’altra, ha generato un linguaggio/sistema che permette a chi ha bisogno, aziende e professionisti, di segnalare la propria presenza e i propri bisogni in maniera precisa.

Effettuare una ricerca selezionando come delle parole chiave ben riconoscibili facilita il lavoro degli specialisti delle Risorse Umane.

LinkedIn e la gestione delle competenze

La piattaforma che meglio integra la gestione delle informazioni indicate sopra è sicuramente LinkedIn.

All’interno del social è possibile sia segnalare le proprie competenze compilando l’apposita sezione del proprio profilo, ma sempre più aziende si occupano di segnalare le competenze con questo metodo così da facilitare il lavoro degli HR e di chi usufruisce delle inserzioni lavorative.

Trovare lavoro su LinkedIn

L’ottimizzazione di un profilo LinkedIn è solo uno dei passi da intraprendere nella direzione di una maggiore visibilità lavorativa. Ma oltre alle operazioni di ottimizzazione dei testi esiste una sezione ben più importante relativa al rapporto tra le competenze riportate nel profilo e i tag skills inseriti nelle offerte di lavoro.

Sempre più aziende implementano una lista di tag degli skills richiesti, da far combaciare con quelli dei profili, così da scoraggiare/profilare/motivare i candidati e canalizzarli nella direzione dei bisogni dell’azienda.

Si tratta quindi di un momento in cui anche l’aspirante dipendente può facilmente identificare le competenze necessarie per acquisire un’identità lavorativi o per progredire all’interno di una struttura aziendale.

Ogni ruolo e ogni funzione ha una combinazione di abilità richieste, il cui insieme identifica un lavoro, o se vogliamo leggere dal punto di vista opposto questa affermazione ogni ruolo può essere scomposto in diversi elementi della skills inventory.

Dal punto di vista delle aziende

Non è facile definire i bisogni aziendali e molto spesso gli HR si ritrovano a definirli come preludio della pubblicazione di un’offerta lavorativa.

Lo svantaggio nell’utilizzo del metodo relativo alla presentazione/screening dei curricula riguarda la spesa di tempo nella “traduzione” di questi ultimi e il bisogno di definire una lista di priorità (e una di abilità subalterne).

Sicuramente la ricerca attiva dei candidati o una prima scrematura automatica è richiesta, tanto che è facile comprendere l’esito di questo processo.

Di conseguenza, è sicuramente più semplice utilizzare uno strumento per scremare i profili presenti su LinkedIn o per segnalare la presenza di alcuni “must have”, piuttosto che scandagliare la lista di offerta che l’azienda riceve ma che non sceglie.

I vantaggi nell’applicazione di un metodo di ricerca legato alla skills inventory comportano:

  • la definizione di strategie di acquisizione di risorse (umane) utili per la struttura.
  • la creazione di un inventario di competenze esistenti all’interno del team, da utilizzare come disamina dei curriculum provenienti dall’esterno.
  • l’identificazione delle esigenze relative alla formazione e allo sviluppo aziendale.
  • l’identificazione dei rapporti tra le competenze esistenti e le competenze richieste (Skill-Gap Analysis).

Come usare LinkedIn?

Il punto adesso è definire le proprie ambizioni e le proprie priorità.

Non esiste nessuna differenza a livello teorico nella costruzione di un profilo ad hoc, di conseguenza i passi da compiere sono simili e possono essere racchiusi in diverse macro categorie, ulteriormente specializzabili:

  • Freelance: il freelance deve definire una strategia di posizionamento che non utilizza del tutto le combinazioni dei tag skills presenti nelle offerte lavorative del settore. Le specializzazioni di questa categoria riguardano la propensione alla formazione, alla collaborazione con aziende di un determinato settore, alla ricezione di telelavoro o di collaborazioni discontinue. Richiesta più che consigliata la movimentazione dell’account tramite l’utilizzo di post con articoli (propri) e hashtag.
  • In cerca di lavoro: si tratta di una categoria che impone la quasi totale aderenza con gli skills inventory presenti nelle offerte di lavoro del proprio settore. Si consiglia di definire il profilo con una combinazione di skills correlate tra loro e presenti all’interno di un universo lavorativo ben definito. Se si sta ancora costruendo la propria identità lavorativa, meglio seguire corsi e lezioni che riempiano il curriculum in maniera coincidente con le richieste lavorative. Mai inserire una percentuale di tag skills generici superiore a quelli del settore lavorativo di riferimento.
  • In cerca di promozione: al di là delle prodezze lavorative in azienda poter seguire gli hashtag relativi alle proprie competenze permette di seguire il settore e aggiornarsi. In un mondo in cui l’informazione è facile da raggiungere ma la vera professionalità viene definita dalla capacità di valorizzare il proprio tempo (lavorativo e non), la ricezione passiva di informazioni tramite un feed creato appositamente aiuta non poco. E naturalmente si continua a costruire in direzione delle necessità aziendali, ma sempre con un occhio alle costruzioni lavorative di settore più quotate.

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