Lo slug è l’identificatore di una pagina del sito e rappresenta anche una porzione dell’URL di quest’ultima.

Ma quanto influenza lo slug, e in maniera più estesa l’URL, sul posizionamento di una pagina?

Nome del dominio e sicurezza

La prima sezione di una URL sarà sempre composta dal nome del dominio e dal protocollo HTTP / HTTPS. Sappiamo che questi sono fattori di ranking del sito, ma difficilmente riusciamo a indicarne il peso.

Iniziando dal protocollo SLL, basta segnalare che Semrush indica la sicurezza come uno dei fattori di ranking più importanti.

Importanza dello slug per semrush

Domini e sottodomini

Quando si prende in considerazione un URL, può capitare di imbattersi nella segnalazione di un sottodominio prima del dominio stesso, come per esempio:

https://www.subdomain.domain.it

in questo caso le parole che compongono sottodominio e dominio compaiono nell’URL e influenzano il ranking.

La presenza di parole chiave in questa sezione ha particolare importanza, perché farà il paio con gli argomenti del sito intero.

Ma possono anche creare delle situazioni particolari che minimizzano i vantaggi desiderati.

Facciamo l’esempio di un hostname come graficadigitale.it in cui un’ipotetica azienda vuole inserire articoli e servizi legati al mondo online e a come si faceva grafica prima del digitale, promuovendo servizi della sede locale.

La confusione in questo caso è palese, e nonostante tutte o una parte delle keywords siano corrette, il fattore umano non viene preso in considerazione.

Prendiamo dunque in considerazione quali sono i fattori SEO diretti e indiretti che influenzano la scelta del nome dominio (e quindi la URL).

User experience e dominio

Il primo fattore di variazione del ranking del sito non è algoritmico, ma umano. L’attinenza dell’argomento della ricerca con il nome del dominio influenza il CTR, che a sua volta influenza il posizionamento del sito.

L’uso o meno dei trattini ( ) influenza la leggibilità delle parole interne al nome dominio, e può essere utilizzato per posizionarsi con combinazioni di keywords altrimenti inarrivabili.

Da un punto di vista di motore di ricerca, Google comprende i termini che siano uniti o disgiunti da un trattino.

Posizionamento algoritmico dello slug

Ogni parte dell’URL concorre nel posizionamento del sito, quindi anche gli slug e il nome dominio / sottodominio.

Da questo punto di vista però non c’è da farsi ingannare: non si tratta di un fattore di posizionamento importante, bensì di un bonus ulteriore il cui reale peso ha senso tirare fuori in caso di siti in “parità” dei fattori di posizionamento superiori.

Certo, nell’ottica di posizionamento di un sito si cerca sempre di ottimizzare ogni elemento e quindi anche questo diventa un punto da non sottovalutare.

URL dei link sui social

Alcuni social, come Facebook per esempio, non contraggono l’URL del link inserito in una pagina o in un post, dando quindi risalto alle keyword presenti all’interno.

Si tratta di un’occasione per rivalersi semanticamente sugli altri e ottimizzare i risultati grazie all’attinenza con l’argomento ricercato.

I TLD sono importanti?

I TLD (Top Level Domain) fanno parte della URL e hanno un peso sul ranking del sito.

TLD nazionali (come .it) migliorano il posizionamento dei siti all’interno delle ricerche effettuate nel paese. Di conseguenza segnano anche il loro limite di usabilità nei confronti del mercato internazionale.

Falsa invece la voce secondo cui alcuni TLD siano più “posizionanti” di altri, come il .gov. In questi casi l’importanza è data dalla funzione sociale del sito, non dal TLD.

Tassonomie e posizionamento

Le tassonomie migliorano il posizionamento del sito?

Sia che si parli di WordPress che di altri CMS, il dubbio che assale chi realizza un sito è la presenza o meno delle tassonomie (categorie, tags) all’interno delle URL.

Bisogna intanto chiarire che cambiare l’URL nascondendo la relazione della pagina alla categoria NON cambia la struttura del sito.

Google è interessato alla “distanza” delle pagine tra loro, a partire dalla home, non alla presenza o assenza delle sezioni nelle URL.

La questione sulla realizzazione dell’impostazione permalink migliore riguarda molto più la leggibilità della URL, e quindi i fattori umani.

In linea di massima, si dovrebbe rifuggire da URL particolarmente corte e criptiche, anche se l’inserimento di nomi categoria particolarmente elaborati potrebbe minarne l’efficacia, se relazionata agli argomenti del sito.

URL lunghe o corte?

Alcuni studi hanno evidenziato come statisticamente le URL lunghe sono meno performanti delle URL corte.

Di conseguenza, a meno che non ci sia un evidente vantaggio nell’inserire nell’URL lo slug della categoria, non fatelo.

Lo slug della pagina

E siamo giunti finalmente alla realizzazione dello slug della pagina.

Se abbiamo seguito i consigli sulla dimensione dell’URL, ci ritroveremo con un URL composta unicamente dal protocollo, dal nome del dominio e dal TLD.

A questo punto lo spazio da utilizzare concesso alla pagina per attrarre i visitatori è ampio e può essere ben gestito.

Un consulente SEO vi consiglierà sempre di usare delle “URL parlanti”, per rendere facilmente comprensibile l’argomento del testo.

Si tratta dunque di utilizzare termini presenti nella pagina che descrivano l’argomento.

Non eliminate o non abbondate con le proposizioni, le congiunzioni e gli articoli: dove possibile si dovrebbero utilizzare con parsimonia, senza però escluderli minando la leggibilità dell’URL.

Nel caso in cui il numero di argomenti della pagina sia tale da colonizzare la URL, controllate che questa non risulti identica alle altre presenti nelle SERP

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2 pensieri su “Cos’è lo slug e come le URL influenzano la SEO

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