Con quella che sembra essere una pratica ormai accettata dagli addetti ai lavori (non potrebbe essere diversamente), gli algoritmi di Google vengono costantemente modificati, portando modifiche anche sostanziali al posizionamento di siti più o meno autorevoli.

Nonostante la mutevolezza delle regole alla base del posizionamento, una serie di indicazioni riguardo il potere dei social all’interno delle SERP rimangono immutate dal 2014.

In questo articolo verranno gettate le basi per l’implementazione dei social all’interno di una strategia SEO. Per semplicità, chiameremo queste pratiche Social SEO.

I segnali social generano link juice?

No, i link presenti sui social, gli hashtag, e gli altri segnali NON producono link juice.

Per rendere più chiaro l’argomento, bisogna definire la link juice come il valore che una pagina ottiene dalla proporzione tra numero di link che linkano alla pagina e l’autorevolezza degli stessi.

Nel caso dei social, Google impedisce che i backlink forniscano autorevolezza al sito linkato.

Nonostante questa penalizzazione, le pagine social continuano ad essere presenti sui motori di ricerca, partecipando attivamente nel rendere più visibile il sito o il brand di riferimento.

Come può il Social SEO avere influenza sul posizionamento?

Studi recenti (vedi link dell’articolo in inglese) hanno messo in evidenza come il traffico diretto è la prima fonte di ranking per un sito.

Il traffico diretto viene generato quando un utente digita direttamente sul browser l’URL del sito interessato.

Aumentare le probabilità che questa azione avvenga significa aumentare le probabilità che l’utente veda l’URL e che consideri il sito/blog di riferimento come autorevole.

Social Seo
I segnali che influiscono sulle SERP sono molteplici.

Ogni social ha la stessa autorevolezza?

La valenza (o autorevolezza) di un link, un articolo, un hashtag o qualsiasi altro segnale presente in un social dipende dall’autorevolezza della piattaforma.

In maniera analoga ad un sito Google indicizza le pagine dei social, applicando le regole di traffico diretto, link in entrata, ect.

Di conseguenza, più attivo è un social, maggiore sarà l’importanza delle pagine interne. Secondo una stima aggiornata al gennaio 2018, le piattaforme più frequentate sono, nell’ordine:

Se da una parte è vera l’affermazione che un social più frequentato è un social più autorevole, è anche vero che ogni piattaforma ha le sue specifiche e risponde ai bisogni di target differenti.

Ha senso utilizzare, all’interno di una strategia di Social Seo, di più piattaforme contemporaneamente.

Ho già iniziato a redigere articoli specifici sul posizionamento all’interno di Youtube e LinkedIn, e in seguito arriveranno gli articoli per le ottimizzazioni degli account sulle varie piattaforme social.

Come implementare la SEO Social all’interno di una strategia SEO?

Non credo ci sia un unico modo di rendere compatibili i social con strategie SEO più tradizionali.

Sicuramente ritengo che il punto forte dei social sia quello di permettere ad una grande fetta di traffico di iniziare (o semplicemente transitare) una ricerca trovando facilmente una pagina di atterraggio social (una pagina Facebook, un’immagine postata su Instagram, ect), per poi continuare la ricerca arricchito di informazioni (e di link) che aumenteranno la probabilità di visitare il nostro sito/blog.

Per effettuare delle ricerche più approfondite sul traffico dei competitors, consiglio un articolo sui tool seo social.

La scomparsa di Google Plus

Sebbene non sia più presente e non aumentasse il posizionamento dei siti su Google, G+ aveva un forte impatto sui siti posizionati su yandex.

Indicizzare più velocemente

Uno dei più spettacolari effetti riscontrati nell’utilizzo di un account G+ era la velocità con cui Google indicizzava i post all’interno del motore di ricerca.

In un articolo dedicato al Search Marketing, Steven Rich mostra quanto velocemente le keyword presenti in un suo post di Google+ vengano indicizzate.

Sebbene la chiusura di Google Plus abbia eliminato un fattore di indicizzazione, in genere la presenza di link dei social è corroborante per l’indicizzazione (non il posizionamento) del sito.

SEO con Google Plus e link nofollow

I link inseribili su Google Plus risultavano nofollow, come per tutti i social. Ma la combinazione tra la veloce indicizzazione dei post e la creazione di contenuti rilevanti con link in direzione del nostro sito poteva intercettare il traffico in maniera più efficace di possibili competitors.

In qualche maniera si può continuare ad usare la stessa strategia utilizzando LinkedIn, che sebbene non abbia la stessa velocità di indicizzazione gode di buona fama e posiziona in alto nei risultati i nomi delle aziende e dei professionisti.

Pagina Google Plus

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