Oggi parliamo di Whatsapp, soffermandoci sul nuovo servizio di pubblicità e sulla app dedicata agli utenti Business.

Whatsapp è un’applicazione che permette di condividere testo, posizione geografica, documenti, immagini e contenuti vocali.

Sviluppata nel 2009 per smartphone e tablet, nel 2015 approda sugli schermi dei PC grazie al software Whatsapp Web.

I più grandi aggiornamenti del software avvengono dal 2014 in poi, grazie all’acquisizione e alla volontà di Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, che sosterrà attivamente la diversificazione di utilizzi dell’app.

Whatsapp Business su smartphone

Whatsapp per le aziende

A gennaio di quest’anno viene pubblicata in anteprima l’applicazione dedicata alla comunicazione tra piccole / medie aziende e la clientela, Whatsapp Business.

Le differenze principali rispetto alla versione in uso sono la presenza di una scheda informativa aziendale e l’abilitazione di un messaggio di assenza per rispondere alle risposte ricevute fuori dagli orari lavorativi.

Utile come l’opzione precedente, il messaggio di benvenuto permette di impostare una risposta automatica alla prima ricezione dell’utente; successivamente il messaggio si ripete dopo 15 giorni di inattività della chat.

Ma la vera novità risiede nella compilazione delle risposte rapide, attivabili tramite un trigger personalizzabile e utile per far fronte a domande frequenti da risolvere con uno standard pre-impostabile.

Riguardo alla curiosità di vedere in funzione l’applicazione, vi lascio con un video realizzato da un giovane addetto ai lavori:

Whatsapp Ads

Parlando del servizio pubblicitario tocchiamo il nervo scoperto della probabile nuova frontiera del search engine marketing.

Nonostante non sia stato ancora ufficializzato, fonti valide come il Wallstreet Journal parlano della presenza della pubblicità sulle chat della app in questione.

A quanto pare la defezione dei co-fondatori, Jan Koum e Brian Acton dipenderebbe proprio dal tentativo di monetizzazione perpetrata dal CEO di Facebook.

Il tempo del cambiamento si avvicina, dato che cento aziende tra cui Wish, Uber e Singapore Airlines hanno già testato il servizio a pagamento.

Gli annunci pubblicitari verranno visualizzati nello Stato dell’account, scelta che forzerà la targetizzazione dell’utente tramite l’integrazione dei dati di Whatsapp con… Facebook o Instagram, probabilmente.

Da quanto trapelato dal New York Times il servizio addebiterà alle aziende un importo compreso tra il mezzo centesimo e i nove centesimi per ogni messaggio consegnato al cliente.

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